Ci vorrebbero 6,1 miliardi di euro l’anno, ma gli stanziamenti sono fermi all’8% del fabbisogno

Spesso ci si lamenta delle condizioni delle strade e i numeri lo confermano. Per le provinciali (132.000 chilometri di rete) le risorse oggi sono sufficienti alla manutenzione di poco più di 10.800 chilometri ovvero per appena l’8% (ogni chilometro di provinciale richiede, in media, 46.000 euro l’anno, ma le risorse oggi stanziate non superano i 500 milioni). In pratica è come dire che il 92% delle nostre strade provinciali è senza risorse, parliamo di quasi 9 strade su 10 per intenderci.

Queste cifre arrivano dalla 73esima Conferenza del Traffico e della Circolazione che si è tenuta oggi a Genova. Queste criticità sono dovute al fatto che, negli ultimi 10 anni, sono mancati investimenti in manutenzione per 42 miliardi di euro, come si legge ne “Il recupero dell’arretrato manutentorio della rete viaria secondaria: una priorità per il Paese”, lo studio della Fondazione Filippo Caracciolo di ACI.

Investire aumenterebbe il PIL

“Una priorità per il Paese”. E’ così che l’Automobile Club d’Italia definisce la necessità di sanare questo gap di manutenzione. Il fabbisogno annuo per la manutenzione della rete stradale provinciale ammonta a 6,1 miliardi di euro: 1,7 per la manutenzione ordinaria e 4,4 per quella straordinaria. Investire in manutenzione i 5,6 miliardi di euro che mancano all’appello, secondo l’ACI frutterebbe il triplo, con un incremento dello 0,9% del PIL (pari a 16,2 miliardi) e una riduzione della disoccupazione fino al 4% (pari a 120.000 nuovi posti di lavoro).

“Sulla capillare rete di strade secondarie si muove l’Italia”

Ha detto Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, ricordando che la manutenzione è fondamentale anche per la sicurezza.

Tre incidenti mortali su 10 avvengono qui

Durante la conferenza, Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo di ACI, ha ricordato anche i 959 morti sulla rete extraurbana secondaria. Sono il 30% del totale dei decessi sulle nostre strade. “Non possiamo continuare a far finta di nulla: gli investimenti per la manutenzione devono essere una priorità, ha aggiunto Fusco:

“lo dobbiamo alla tutela della vita umana e allo sviluppo del nostro Paese e dei territori che vivono di artigianato, agricoltura, piccola impresa e turismo”.

Gli incidenti sulle strade provinciali costano 3 miliardi di euro ogni anno. “Come la sicurezza delle auto, l’efficienza delle strade viene valutata da autorevoli organismi internazionali e la rete viaria secondaria deve raggiungere al più presto punteggi minimi a 3 stelle nella classificazione iRap-EuroRAP”, ha proseguito Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile.