C'è Fiat 500 elettrica, Panda Ibrida, ma manca il grande SUV Alfa. Così prosegue il sogno del manager scomparso

A Torino FCA ha appena presentato ai sindacati il piano industriale 2018-2022 applicato agli stabilimenti italiani, ma cosa è cambiato rispetto a quanto annunciato lo scorso 1° giugno da Sergio Marchionne? Quali novità ha introdotto il nuovo ad Mike Manley e quali modelli sono spariti dall’orizzonte produttivo del nostro Paese?

Il programma tratteggiato sinteticamente dallo stesso Manley e da Pietro Gorlier, responsabile della regione EMEA per il gruppo italo americano, segue la traccia delle scelte fatte da Marchionne, con molte conferme e alcune sorprese svelate ieri per la prima volta.

Le conferme per ibrido ed elettrico

Manley come Marchionne, la continuità nell’impostazione del piano industriale c’è e si vede, soprattutto sul fronte dell’auto ibrida ed elettrica. La prima elettrica Fiat di grande serie per l’Italia e per l’Europa (dopo la 500e pensata per gli USA) sarà la nuova Fiat 500 BEV prodotta su una piattaforma inedita a Mirafiori (TO) e in vendita a inizio 2020. Su questa architettura completamente elettrica potranno nascere altri modelli a livello globale.

Come già annunciato a giugno l’Italia produrrà la Jeep Renegade PHEV a Melfi (PZ), la versione ibrida plug-in ricaricabile “alla spina” del SUV compatto del marchio americano che farà da base anche alla 500X PHEV e alla Jeep Compass PHEV allestita nello stesso impianto lucano.

Il baby SUV Alfa a Pomigliano d’Arco

In Chrysler dal 2000, cresciuto professionalmente a fianco di Marchionne e sostenuto dalla famiglia Agnelli, Mike Manley non si discosta molto dal piano industriale svelato il 1° giugno 2018 e ribadisce ad esempio l’arrivo del SUV compatto Alfa Romeo.

Quello che non si sapeva fino ad ora era il fatto che il baby SUV Alfa verrà prodotto nella fabbrica di Pomigliano d’Arco (NA) e che sarà basato su piattaforma e tecnologia PHEV di Renegade e Compass ibride plug-in. Nello stabilimento campano resta anche la produzione della Fiat Panda, nonostante alcune voci di una sua “fuga” all’estero.

A sorpresa la Panda mild hybrid

Oltre alla produzione italiana della nuova Fiat 500 BEV e della Jeep Compass c’è un’altra sorpresa nella presentazione fatta da Gorlier ai sindacati. E’ la Fiat Panda mild hybrid che non veniva citata esplicitamente a giugno, ma che rientra nel più ampio programma di elettrificazione della gamma. A Termoli (CB) sorgerà invece il modulo produttivo per i nuovi motori a benzina FireFly 1.0 e 1.3, sia in versione turbo che aspirati e ibridi.

Le certezze per l’auto Italiana

Oltre ad un prolungamento nella produzione delle vetture diesel oltre il 2022, limite indicato a giugno da FCA, viene poi ribadito il principio dell’Italia come polo del lusso auto. In particolare a Torino-Mirafiori restano le linee produttive di Maserati Ghibli, Levante e Quattroporte, oltre a quelle delle future ibride ed elettriche del Tridente.

Nel giro di tre anni vedremo anche un SUV medio Maserati assemblato a Cassino (FR), cosa che fa pensare ad una variante della Stelvio, mentre nello storico impianto di Modena nasceranno, oltre a GranTurismo e GranCabrio, le attese Maserati Alfieri, Alfa Romeo 8C e GTV.

Cosa è sparito

Nell’annunciato piano industriale FCA per l’Italia ci sono però anche delle cose non dette, un po’ perché sottintese e un po’, forse, perché ancora da decidere. In primo luogo non si parla della Fiat 500 Giardiniera, l’annunciata versione a 5 porte della 500 che sarà anche elettrica, ma che non ha ancora un logo di nascita definito: Mirafiori o no?

Per sciogliere il dubbio occorre attendere ancora qualche mese, fino alla definizione del piano industriale FCA per il resto d’Europa. Nessun riferimento neppure al SUV grande di Alfa Romeo, quello di segmento E superiore alla Stelvio che non potrà comunque essere prodotto fuori dall’Italia.

Fotogallery: Piano Industriale FCA, le foto in diretta da Balocco