Digitali o analogici, poco importa. Oggi Andrea punta ad uno di quei dettagli che, talvolta, può far innamorare di un'auto.

Quella lancetta che schizza su, a oltre 5000 giri al minuto. Nuda, cruda, analogica. Vibra al minimo, e sembra quasi plafonata. Ed invece, basta un colpo di gas e lei sale netta, veloce, immediata. Dite la verità: quanti di voi appassionati si illuminano al sol pensiero di un'immagine del genere? I cruscotti: sono loro i protagonisti della puntata di oggi, anche perchè Andrea rientra perfettamente nella categoria degli appassionati di dettagli del genere. Dunque, per iniziare, come non citare Ferruccio Lamborghini:

"Chi compra un'auto, la guida e guidi la qualità degli interni e le scelte di stile e funzionali della plancia saranno sempre sotto ai suoi occhi". 

Strumentazioni di un tempo

Dunque l'idea di questa Dritta, non è quella di parlare delle strumentazioni di oggi, affascinanti per il loro stile così tecnologico ed estremo, aggressivo ma al contempo così comprensivo. No, la puntata di oggi riguarda le strumentazioni di ieri che hanno stregato il nostro eroe fin dai suoi primi anni di vita. Di quali auto stiamo parlando? Partiamo dalla Fiat Tipo, passando per la Golf GTi e peri la serie IV, per poi giungere alla Volvo 240 Polar, alla  BMW e46, ed alla Lancia Beta Trevi. 

 

Quali le vostre?

Auto che, in un modo o nell'altro, si legano profondamente alla passione di Andrea per le automobili. Auto in grado di far sognare quando ancora la patente risultava essere un sogno irraggiungibile per evidenti limiti d'età. Chi di noi non ha mai chiesto in prestito le chiavi della macchina dei propri genitori solo per poter accendere il quadro strumenti? Raccontateci le vostre esperienze, le vostre preferenze, i vostri...quadri strimenti.