Con la startup Luminar è stato sviluppato un LiDAR in grado di rilevare oggetti fino a 250 metri di distanza

Laser Imaging Detection and Ranging, per gli amici LiDAR. È lui uno degli strumenti fondamentali per rendere reale la guida autonoma. Semplificando: si tratta di un sistema di rilevamento degli oggetti basato su impulsi laser. Tecnologia oggetto delle attenzioni di tantissime Case automobilistiche, alla ricerca del santo graal dell’automotive: l’auto che si guida da sola. Tra queste c’è anche Volvo, da poco diventata azionista di Luminar, una startup impegnata nello sviluppo di tecnologie per veicoli che si guidano da soli. Dalla loro unione è nato quello che attualmente è uno dei LiDAR più potenti esistenti al mondo.

Guarda lontano

Il sistema sviluppato da Volvo e Luminar infatti è in grado di rilevare oggetti fino a 250 metri di distanza. Vale a dire 2 volte e mezza la lunghezza di un campo di calcio. Così l’auto a guida autonoma può avere più tempo per decidere cosa fare in situazioni particolari, come la presenza di ostacoli sul tragitto.

La distanza non è però il suo unico pregio: il nuovo LiDAR è ad altissima precisione ed è in grado di rilevare i vari arti del corpo umano e non solo la sua silhouette. Una tecnologia che potrebbe debuttare sulla Volvo 360c, la concept a guida autonoma presentata lo scorso settembre.

Cambio di prospettiva

La guida autonoma rappresenta forse la più importante sfida del mondo dell’auto, sia dal punto di vista sociale sia naturalmente per quanto riguarda le tecnologie. Una rincorsa che sta cambiando molti paradigmi e portando realtà che fino a pochi anni fa pensavano unicamente a produrre auto a cambiare approccio.

Un cambio di approccio che ha portato la Casa svedese a creare il Volvo Cars Tech Found, fondo di investimenti dedicato a realtà tecnologiche che possano aiutarla a sviluppare sistemi per la guida autonoma e la propulsione elettrica.

Fotogallery: Volvo 360c Concept