Katia Bassi, artefice del Lamborghini FAB (Female Advisory Board), è la prima donna che entra a far parte del Management Board di Lamborghini

Il 2018 è stato un anno molto importante per Lamborghini: ha visto l’azienda di Sant’Agata Bolognese entrare in un nuovo segmento col lancio del Super SUV Urus. Un ingresso in grande stile sotto gli occhi di tutti. Ma non sempre i cambiamenti più importanti sono quelli più evidenti e in Lamborghini, nel 2018, è successo anche qualcos'altro.

Un cambiamento silenzioso ma forte e definitivo, un cambiamento culturale che porterà i suoi effetti nel futuro dell'azienda. Il 2018 è l'anno che ha visto il Battesimo di Lamborghini FAB (Female Advisory Board). Artefice di questo progetto è Katia Bassi, arrivata in Lamborghini a settembre dello scorso anno, a ricoprire il ruolo di Chief Marketing Officer. Con un passato in Aston Martin, NBA, FC Internazionale e in Ferrari è la prima donna che entra a far parte del Management Board di Lamborghini e riporta direttamente a Stefano Domenicali, Chairman e CEO di Lamborghini. L'abbiamo incontrata e ci siamo fatti spiegare cosa c'è dietro questo acronimo.

Cos'è FAB

Il Female Advisory Board è una vera e propria community di circa 150 donne invitate e scelte tra tutte le fasce d'età e provienti da tutto il mondo. L’arrivo di Urus allarga il target di Lamborghini, tipicamente maschile, all’universo femminile che quindi va conosciuto, capito, approfondito. Lamborghini vuole capire le donne e le donne vogliono capire Lamborghini. Del resto recenti studi di mercato (JWT) dicono che entro il 2025 le donne “self-made millionaires” rappresenteranno il 38% del welfare totale. Ecco quindi che le donne sono state invitate a partecipare ad incontri informali, il primo a Singapore a dicembre 2017, l’ultimo a Milano, qualche giorno fa, passando da Los Angeles, Sidney, Dubai, Tokyo, Londra, New York, e Macao.

Si tratta di business woman, imprenditrici in diversi settori, real estate, finance, sport, fashion, digital, startupper e molto altro, chiamate a discutere di svariati argomenti, dal ruolo delle donne oggi alle frontiere del lusso e dell’innovazione. Lamborghini nasce con un DNA sportivo e si può “creare familiarità con le vetture sportive parlando con le donne e provando a capire cosa vogliono dalle auto sportive”. Nel FAB ci sono donne che già hanno Lamborghini, alcune che hanno altre vetture supersportive, alcune che invece non hanno alcun interesse per le auto o che magari ce l’hanno e non sanno di averlo.

Lamborghini Huracán Performante Spyder

Queste ultime sono molto sensibili ai temi legati alla Sustainability e si appassionano quando scoprono che la R&D fatta in Lamborghini viene utilizzata anche in altri settori, come quello medicale. Katia Bassi ci ha spiegato che “FAB è il nostro #metoo senza essere un movimento di protesta, ma proprio nel senso opposto. Chi fa fatto un percorso di carriera ed è riuscita ad affermarsi in certi ambiti e in certi Paesi è già una sorta di personale #metoo, dimostra che ci sono donne che ce la fanno e che possono essere dei role model”.

Nel corso di queste serate si chiacchiera e si scopre che “tutte le donne incontrano le stesse difficoltà, in qualunque parte del mondo. Il sentire femminile è omogeneo e le sfide sono praticamente uguali per tutte.” In questi incontri non si disegna l’auto perfetta ma si scopre il denominatore comune di quello che un’auto è per tutte le donne: “un’estensione del luogo di lavoro o della casa. Un posto in cui ti devi sentire a tuo agio, come sul divano di casa tua. E quest’auto può essere ugualmente una Huracan o un Urus, l’importante è che ci si senta bene”.

La cultura in azienda

Ma FAB nasce anche perché il mondo automotive è molto maschile e Lamborghini vuole essere parte attiva del cambiamento, ma senza quote rosa o forzature. Questo progetto è stato preso molto seriamente e condiviso da tutto il Board, senza esclusioni. Per fare un cambiamento culturale di questa portata ci vuole tempo e naturalezza, proprio per questo motivo in Lamborghini sono state implementate policy di inclusione e sostegno che riguardano sia uomini che donne.

Le donne presenti in azienda ricoprono anche ruoli di rilievo, come la responsabile di tutta la logistica che è proprio una donna. Non ci sono discriminazioni economiche nella retribuzione e ad esempio, alle donne che utilizzano la maternità facoltativa viene integrata la percentuale di stipendio ricevuta dall’INPS portandola dal 30 al 60%. Tutto ha un’impostazione altamente meritocratica, assolutamente non legata al gender ma al ruolo e al bilanciamento tra uomini e donne.

2018 Lamborghini Urus

Le donne Lamborghini scelgono il Carbon Pack

Dalle donne che lavorano in azienda si passa a quelle che acquistano delle Lamborghini che sono ancora poche, attualmente meno del 10% del totale dei clienti. Si tratta di donne con alcune caratteristiche comuni: hanno una personalità molto forte, stanno bene nella propria pelle e non comprano una Lamborghini per farsi vedere, per ostentare una marca. La maggior parte di loro, come personalizzazione, sceglie il Carbon Pack e, parlando con Katia scopriamo che ci sono donne talmente innamorate del brand che hanno due Aventador col V12.

E quando abbiamo chiesto a Katia a quale donna vorrebbe vendere una Lamborghini la sua risposta è stata velocissima, proprio come le auto di Sant’Agata Bolognese e ha risposto in modo sicuro e inequivocabile: “Michelle Obama, non per questioni politiche ma di personalità.” Lei incarna perfettamente la personalità delle donne Lamborghini.

Fotogallery: Lamborghini SC18