Dopo l’introduzione del WLTP, le immatricolazioni archiviano risultati peggiori delle attese. Arretrano diesel, metano e GPL

Le nuove norme di omologazione (WLTP) continuano a pesare negativamente sulle immatricolazioni in Italia. Dopo un’estate in positivo per via dello smaltimento di stock “pre-WLTP”, anche a novembre, dopo settembre e ottobre, c'è stato un numero di targhe inferiore rispetto all’anno scorso (146.991 immatricolazioni contro 156.886, -6,3%). Le unità da inizio anno sono arrivate così a 1.785.722, ovvero sono in calo del 3,5%, e si prevede una chiusura 2018 in perdita del 3,1%.

Diesel in retromarcia

Nonostante molti costruttori continuino a investire nello sviluppo del diesel (come Mazda e Mercedes, solo per citarne un paio), a pesare sui dati di novembre ci sono anche le politiche locali, con i blocchi del traffico che in molte città (come ad esempio Roma) fermano pure le diesel Euro 6. Queste hanno fatto crollare le immatricolazioni diesel del 25,6%.

Tradotto in volumi parliamo di una perdita superiore ad un quarto, con un -11,4% di quota di mercato, una riduzione delle vendite generalizzata in tutti i canali: privati, noleggio e società. Di contro le benzina sono salite del 26,7% nelle vendite e hanno raggiunto il 40,7% di quota.

 

Più elettriche ed ibride

Mentre il diesel soffre, così come le auto a gas (-41% per il metano e -6,2% per il GPL), le auto ibride hanno registrato un aumento del 17%, arrivando al 5,4% di quota nel mese e al 4,5% nel cumulato gennaio-novembre. Pure le vendite di auto elettriche (qui la nostra prova sull’autonomia reale) sono cresciute: +200% in novembre (+308 unità) grazie all’ottimo andamento in tutti i canali di vendita (+154,5% in gennaio-novembre), allo 0,3% di quota sia nel mese sia nel cumulato.

 

Male anche la vendita dell’usato

Il mercato dell’usato sta seguendo di pari passo quello del nuovo. A novembre c’è stata una flessione del 3,6% con 374.356 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente) e così da inizio anno si è arrivati ad un -3,1%.

Chi ha perso e chi è salito

Tra i gruppi che hanno archiviato il mese con più immatricolazioni ci sono quelli in cui l’offerta ibrida non manca. Toyota resta in positivo (+3,01%) e Suzuki cavalca la crescita a doppia cifra grazie alla Ignis (+13,17%). Bene il Gruppo Volkswagen (+4,13%), mentre se tra i principali gruppi PSA si è mantenuta stabile (-0,23%), Renault (-12,87%), Ford (-13,26%), Daimler (-13,29%) e BMW (-17,95%) hanno perso terreno. Passo indietro anche per il Gruppo Fiat (-9,83%) che però ha registrato una crescita per Jeep, Lancia e Maserati.