L’Unione Case estere evidenzia le contraddizioni degli enti locali in tema di inquinamento ambientale

Il mercato del Diesel si contrae a novembre. I dati sulle immatricolazioni parlano chiaro con una flessione del 25.6% rispetto a dodici mesi fa. Cosa c'è alla base di un andamento così negativo? Secondo l'Unrae la questione è verosimilmente ambientale. Il tema dell'inquinamento ambientale ha comportato a mostare un volto oscuro del Diesel “la cui criminalizzazione da parte di molte amministrazioni locali  ha determinato incertezza nella clientela, causando contrazioni importanti delle vendite”. Punto nodale rimane l’anidride carbonica, la cosidetta CO2. Secondo quanto riferito dall'Unione Case estere,  la premessa alla base di una questione così complessa risulta ben evidente. A riferirlo è lo stesso Michele Crisci, presidente Unrae: 

“con la stagione autunnale, in assenza di altri provvedimenti più strategici, è tornata di moda la programmazione delle domeniche ecologiche e la città di Roma il 2 dicembre scorso ha vissuto il suo secondo blocco della circolazione”.

Vale la pena sottolineare come lo stop abbia coinvolto anche i più moderni diesel Euro 6, mentre ha consentito la libera circolazione in deroga a veicoli con oltre 20 anni di età.

Dubbia efficacia

La domanda risulta lecita: ha senso bloccare anche i diesel Euro 6? Per l’Unrae no: lo dimostra “l’andamento della CO2 nelle principali città del nostro Paese, che da un anno all’altro ha visto incrementi progressivi”. Una questione che non ha portato ad una diminuzione della CO2. La stessa Unrae infatti, ha sottolineato come secondo gli ultimi dati, le emissioni medie ponderate di CO2 in Italia siano cresciute del 3,9% raggiungendo i 117 g/km.

Città per città, ecco la situazione

Non si tratta di un rilevamento generalizzato. Un'analisi più settorializzata e ramificata, sottolinea come le emissioni medie ponderate di CO2 nella città di Roma siano aumentate del 3,4% raggiungendo i 113,8 g/km (+3,7 grammi per chilometro), tanto per fare un esempio. Un forte incremento, registrato anache a Palermo +5,4% (+5,9 g/km), Firenze +5,6% (+ 6,4 g/km), Milano +5,7% (+6,5 g/km) e Napoli dove la CO2 è aumentata addirittura del 7,7%, con un incremento di 8,4 grammi per chilometro. Dati che, ponderati e analizzati nella totalità della penisola italiana, comporta un dato chiaro: un incremento del biossido di carbonio del 3,9%, a fronte di +0,4% dei livelli del gennaio-novembre.