Il sottosegretario all'Economia Laura Castelli insiste. Vediamo allora cosa dice il contratto del Governo del cambiamento

Ecotassa auto: sì o no? “La volontà dell’Esecutivo è quella di tenerla. Sta nel contratto di governo". Lo ha detto il sottosegretario all'Economia, Laura Castelli, parlando in commissione Bilancio della Camera della tassa sulle auto inquinanti.

"Le persone meno abbienti non sono colpite".

Ha chiarito, "c'è stato un dibattito mediatico, ma penso che la norma non sia stata letta in maniera approfondita”. L’ecotassa “non colpisce né chi ha ha un'auto vecchia né chi acquista un'utilitaria sotto una certa cilindrata".

Contratto: di che si tratta

Le parole del sottosegretario Castelli arrivano dopo l’annuncio dell’ecotassa sulle auto inquinanti e degli incentivi per le pulite, cui è seguita la retromarcia dei due vicepremier Salvini e Di Maio. Il sottosegretario ora però smentisce entrambi i vicepremier. Ma cosa dice il contratto del Governo del cambiamento composto da Lega e M5S?

“In tema di mobilità sostenibile è necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina, al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi”: questo un passaggio chiave.

La transizione ecologica

Come favorire la transizione ecologica? Dice il contratto di Governo che ci saranno “strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione-vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna”. In quanto alle colonnine per il pieno elettrico, il contributo concesso, “che dovrà essere attentamente aggiornato sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, servirà anche come volano per il rafforzamento della presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell’infrastruttura di ricarica”.

Infatti, “il piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica deve divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative ad eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale che locale, per contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica”.