Questa possibilità tra privati ridurrebbe gli inquinanti ed il totale del troppo vasto parco auto italiano

Anche l'ACI prende posizione in merito agli incentivi auto. Come c'era da aspettarsi, l'Automobile Club d'Italia giudica positivamente la parte “bonus” dell’emendamento alla Legge Finanziaria ossia quei 6.000 euro per l'acquisto di auto elettriche (qui la lista dei modelli con i listini ribassati), ibride e a metano che sarebbero disponibili dal primo gennaio 2019 se l'emendamento sarà approvato in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Esprime invece qualche perplessità sulla parte “malus” del provvedimento (quell'ecotassa proporzionata alla CO2 che colpirebbe questa lista di auto). Da qui la proposta di introdurre incentivi per sostituire un'auto vecchia con un usato più recente (da Euro 4 in poi).

"L’incentivo usato su usato, anche tra privati, non solo ridurrebbe drasticamente gas serra e inquinanti, ma ridurrebbe anche il totale del troppo vasto parco auto italiano".

Un taglio agli Euro 0, 1, 2 e 3

In Italia i veicoli omologati Euro 0, 1, 2 e 3 sono circa 15 milioni ovvero il 38% del totale su strada. Sono spesso utilizzati per brevi tragitti in città, ma l'ACI coglie l'occasione per sottolineare l'importanza di sostituirli con mezzi almeno Euro 4, che già emettono la metà degli inquinanti rispetto agli Euro 3 (che a loro volta in confronto agli Euro 6 ne emettono addirittura il 130% in più). Se ne guadagnerebbe anche in fatto di sicurezza visto che in caso di incidente un Euro 3, vecchio di 13-18 anni, aumenta di cinque volte il rischio di lesioni gravi o morte rispetto alle ultime Euro 6.

Perché la parte “malus” è bocciata

La parte "malus" del provvedimento, quella anche conosciuta ormai come Ecotassa, secondo l'ACI potrebbe spingere gli italiani a non cambiare macchina. Parliamo ovviamente delle persone con meno possibilità economica e quindi a maggior ragione di persone che potrebbero avere le auto più vecchie.

Ne soffrirebbe anche il mercato e l'ACI ricorda che già oggi le auto con maggiori emissioni pagano una sovrattassa annuale, perché il bollo auto è commisurato in base alla potenza e in base alla omologazione ambientale (più alto per l’Euro 0 e via via a scalare più basso per gli Euro 6). Inoltre i veicoli più potenti, con oltre 250 CV anche se ibridi, attualmente sono gravati dal superbollo.