Si tratta di uno shuttle elettrico, a guida autonoma e dal design minimalista pensato per i centri delle città

Il titolo è una provocazione: Bosch non vuole commercializzare un veicolo con il proprio marchio. Lo shuttle elettrico e a guida autonoma presentato al CES di Las Vegas 2019 (da oggi all'11 gennaio), serve a dimostrare - se mai ce ne fosse bisogno - le sue competenze nell'IoT (Internet of Things) e per offrire ai visitatori l'opportunità di provare in prima persona un genere di mobilità che nel giro di qualche anno troveranno nelle strade delle proprie città.

Gli shuttle elettrici a guida autonoma

Prima di entrare nel dettaglio di ciò è stato presentato a Las Vegas, vale la pena specificare che, secondo le previsioni degli analisti della Roland Berger, il mercato degli shuttle on-demand a guida autonoma è destinato a un grande sviluppo: Nel 2020 saranno circa un milione quelli circolanti sulle strade di tutto il mondo; nel 2025 saranno già 2,5 milioni, ovviamente concentrati nei centri delle città (in termini di business, si parla di 140 miliardi di euro entro il 2022). Disponibili 24 ore su 24 tutti 365 giorni all’anno, diverranno completamente autonomi - sempre secondo le stime - entro la metà del prossimo decennio. Insomma, se da un lato Bosch continua a investire nelle tecnologie esistenti, come il Diesel, dall'altro guarda anche al futuro. 

Servizi di mobilità

Tornando ai servizi di mobilità di cui sopra, per garantirne un alto livello di fruibilità, Bosch li riunirà in un ecosistema connesso e comprensivo di piattaforme di prenotazione, condivisione e networking, servizi di parcheggio e carica, oltre a soluzioni software per gestione e manutenzione dei veicoli, nonché servizi di infotainment durante il viaggio, da fruire su grandissimi schermi, ovviamente touch. 

Shuttle Bosch su richiesta

Un mezzo futuristico, ma già realizzabile

Nell’ottica della guida autonoma, Bosch sta lavorando per rendere i veicoli on-demand adatti all’uso quotidiano, quindi connessi ai servizi di mobilità. A quali fini? Per prenotare il veicolo, condividere le corse con altri passeggeri riducendo il costo del servizio (le singole persone vengono riconosciute per mezzo dello smartphone) e pagare il viaggio.

Gli operatori delle flotte avranno invece a disposizione informazioni e assistenza su ricarica, riparazione e manutenzione dei veicoli, pianificazione del percorso e attività amministrative.

Tecnicamente, tutto ruota attorno all’e-axle

Concretamente, a muovere lo shuttle di Bosch è il già noto sistema e-axle, progettato esplicitamente per la massima efficienza in città. A proposito di efficienza, il servizio Convenience Charging di Bosch indica la durata della batteria e l’ubicazione dei punti di ricarica.

Dal punto di vista invece della sensoristica, ultrasuoni, radar, videocamere e servosterzi elettrici sono ovviamente “home made” da Bosch, che è tra i produttori principali al mondo in questo settore.

Un ambiente connesso

Ma torniamo alla connettività: uno degli ultimi ostacoli per la realizzazione della mobilità con servizi di navetta è l'integrazione dei veicoli all'interno degli ambienti urbani. La soluzione, secondo Bosch, sono le partnership: nella seconda metà del 2019, la città californiana di San José, nella Silicon Valley, è stata scelta come città campo di prova per un servizio di ride sharing a guida totalmente autonoma, fornito da Bosch e Daimler.

L'obiettivo è aumentare la scorrevolezza del traffico urbano e la sicurezza sulle strade, ma anche fornire un elemento importante per lo sviluppo della circolazione stradale del futuro. Più a lungo termine, lo scopo è quello di mettere a punto un sistema per la guida totalmente autonoma (di livello SAE 4/5) che sia pronto per entrare in servizio entro l'inizio del prossimo decennio.

Fotogallery: Bosch shuttle on demand al CES di Las Vegas