Il ministro conferma gli incentivi per auto elettriche, ibride e a metano, ma esclude nuove imposte

Nessuna ecotassa sulle auto degli italiani, sia nuove che già in circolazione, ma via libera all'ecobonus per auto elettriche, ibride e a metano.

A ribadire la linea del governo, come già detto dopo il tavolo tecnico con Costruttori, filiera, sindacati e consumatori, ma in contrasto con quanto emerso dallo schema bonus/malus CO2 dell’emendamento alla manovra, è il vice presidente del consiglio Luigi Di Maio in un’intervista televisiva a Mattino Cinque.

Non ci sarà nessuna tassa sulle auto delle famiglie degli italiani, né quelle nuove né quelle già in uso, in circolazione. Sarà semplicemente un ecobonus sulle auto elettriche, ibride e a metano, perché ci sono città ostaggio dell'inquinamento. In alcuni casi si bloccano le auto fino all’Euro 4.

Lo stesso Di Maio, che ricopre anche la carica di ministro dello sviluppo economico e del lavoro, aggiunge:

Dobbiamo iniziare una rivoluzione della mobilità in Italia che però non danneggia solo le persone che possono permettersi solo una Panda o una Punto, solo per citare le auto italiane. Miglioreremo quella norma che era solo un punto di partenza.

La Fiat Panda non si tassa

In questa ultima parte dell’intervento Luigi Di Maio si riferisce all’ormai famoso emendamento “Dell’Orco - Crippa” che prevedeva uno schema di incentivi fino a 6.000 euro per le auto elettriche e a basse emissioni di CO2 e un’imposta fino a 3.000 euro per le più inquinanti.

Ciò significa che la proposta di modifica alla legge di bilancio sarà a sua volta modificata ed emendata prima di essere approvata dal Senato, cosa promessa sia da Di Maio che Salvini e chiesta a gran voce dalle associazioni di categoria e da FCA (qui le parole di Gorlier) che vedrebbe altrimenti colpito il suo modello simbolo, la Fiat Panda appunto che è anche l’auto più venduta in Italia.

Avanti con le 20.000 colonnine elettriche EnelX

Chiudendo il suo intervento a tema auto il numero uno del Movimento 5 Stelle aggiunge poi che l’incentivo fino a 6.000 euro per le elettriche sarà supportato da un programma di nuove infrastrutture di ricarica:

Ci prepariamo ad un piano di installazione di oltre 20.000 colonnine in tutta Italia con EnelX che ci aiuterà nell’ambiente e ci farà risparmiare anche soldi sui carburanti e quindi sulle spese fisse delle famiglie italiane.

Come cambiare l'emendamento

Riguardo le possibili modifiche al proposto schema bonus/malus sulle auto di nuova immatricolazione, che secondo i tecnici del Senato rischia di non sostenersi economicamente, circolano già alcune ipotesi riportate anche dal sito di La Repubblica.

Un primo correttivo potrebbe essere quello di alzare a 150 g/km di CO2 il limite da cui far partire l’ecotassa, soglia oltre la quale ci sono però anche auto ibride e GPL, come si può vedere in questa lista delle auto con ecotassa.

Ibride e metano, incentivo da capire

Qualche dubbio in più rimane invece sulle regole che potrebbero sovrintendere l’assegnazione di incentivi ed ecobonus. Se è infatti facile assegnare il bonus sulla base dell’alimentazione elettrica, ibrida o a metano riportata alla voce P.3 della carta di circolazione, che comunque andrebbe contro il principio della “neutralità tecnologica”, meno facile è individuare le stesse categorie in base alla CO2 (voce V.7 dello stesso libretto).

Limite per le auto di lusso

La quantità di anidride carbonica emessa varia sensibilmente da modello a modello (e anche da allestimento ad allestimento) indipendentemente dall’alimentazione, per cui il principio del “chi più inquina più paga” (preso dal contratto di governo) va temperato in qualche modo: magari premiando le auto a metano e ibride - anche mild hybrid - e disincentivando quelle diesel. Altro nodo critico è quello delle auto di lusso, quelle cioè con un valore superiore ad un tetto prefissato, che potrebbero essere escluse dall’erogazione dell’incentivo.