Musk ha dato il via alla rivoluzione delle auto stradali. Agag sta elettrificando il motorsport

Gli appassionati di Formula E (che anche nel 2019 farà tappa a Roma) ne sono sicuri; chi pensa che le auto da corsa debbano fare rumore (o musica), probabilmente, non vogliono nemmeno sentirlo nominare. Stiamo parlando di Alejandro Agag, colui che ha inventato la Formula E, e che qualcuno già paragona a Elon Musk, "papà" della Tesla. E lui, Agag, che ne pensa? Risposte ufficiali non ce ne sono, ma una cosa è probabile: se da un lato il paragone non può che lusingarlo, dall'altro è ben contento che il suo business funzioni meglio - dopo aver superato il rischio di fallimento nel 2014 - di quello del "divino Elon". Musk, dopo aver creato quella macchina da soldi che è PayPal, e nonostante sia quasi venerato dai suoi fans in giro per il mondo, in tutti questi anni ha avuto non poche difficoltà a far quadrare i conti (ad aprile 2018, per sua stessa ammissione, l'azienda perdeva un sacco di soldi) e a rispettare i piani industriali di Tesla. 

Evoluzione incessante

Altro punto in comune tra Musk e Agag è la perseveranza, mista a determinazione, nel portare avanti la propria idea e svilupparla nella concretezza del prodotto: il primo è partito dall'imperfetta ma seducente Roadster (la prima) per poi arrivare alla Model S, capace di dimostrare come un'auto elettrica possa essere confortevole, sicura, ma anche veloce e, a modo suo, emozionante.  

Nel weekend appena concluso, ha fatto il proprio debutto la seconda generazione di monoposto di Formula E. Prima di tutto, le batterie, che passano da 28 kWh a 52 kWh di capacità di stoccaggio: grazie a ciò non è più necessario il cambio auto a metà gara. Il tutto, nonostante un aumento della velocità massima da 225 a 288 km/h; per chi non lo sapesse, alle alte velocità l'efficienza del motore elettrico precipita. 

Mahindra Racing Formula E Gen 2 car

Un beneficio per tutti

Tesla e Formula E non sono solo due realtà visionarie, ma veri e propri laboratori tecnologici che, tra le altre cose (e in ordine sparso), hanno spinto tantissimo sull'uso di batterie a celle, sulle funzioni di autopilota e sulla connettività.

Non solo: le intuizioni di Agag sono anche di ordine strategico. Nella quinta stagione, per esempio, tutte le monoposto di Formula E useranno lo stesso sistema di batterie standard, progettate dalla McLaren, squadra di F1. I team continueranno dunque a competere duramente nello sviluppo di motori, cambi, inverter e software all'avanguardia.

In questo modo le dimensioni dei team non superano il numero di 20 persone e l’investimento di una stagione non supera i soli 3 milioni di euro circa, attirando appunto numerose Case automobilistiche, ma anche aziende come Geox, che si possono permettere di entrare nel campionato come title sponsor.

Nella quinta stagione, per esempio, tutte le monoposto di Formula E useranno lo stesso sistema di batterie standard, progettate dalla McLaren, squadra di F1.

Dalle corse alla strada

"Uno dei motivi principali per cui siamo entrati in Formula E è il trasferimento di tecnologia", ha dichiarato James Barclay, team manager del team Jaguar Panasonic Racing, che ha aggiunto: "Anche se i nostri motori elettrici potrebbero non essere gli stessi della Formula E, come la i-Pace, ciò che potremo trasferire alle nostre vetture di serie sarà un vantaggio per i nostri consumatori. Un'auto da corsa che può aumentare la sua autonomia elettrica diventerà una macchina stradale che potrà fare più strada".

Stesso discorso per BMW: "I confini tra la produzione e lo sviluppo delle corse automobilistiche sono più integrati in BMW i Motorsport che in qualsiasi altro progetto", ha dichiarato Jay Hanson, portavoce BMW, in un'intervista a Popular Mechanics. Per garantire il trasferimento tecnologico, gli stessi ingegneri che sviluppano le vetture elettriche BMW per il prodotto di serie lavorano anche sulla tecnologia della F.E.

Da start-up a giganti

La trasformazione di Tesla da piccola azienda della Silicon Valley a Costruttore è in atto da almeno dieci anni; non si può dire ancora conclusa - pensate alle dimensioni di colossi come le Case tedesche - ma la grande evoluzione è innegabile: lo dimostra, tra le altre cose, il fatto che la Model 3, nei primi 8 mesi del 2018, è stata l'elettrica più venduta al mondo, indipendentemente da prezzo e dimensioni.

Un successo che contribuisce peraltro alla conversione dei tradizionali acquirenti di auto a petrolio in quelle elettriche. La Formula E usa la stessa strategia per conquistare tifosi, partner, piloti e sponsor.

Pensate che stiamo esagerando? Porsche si è ritirata dal World Endurance Championship e dalla 24 Ore di Le Mans, ma potrebbe entrare in Formula E dal prossimo anno. Si tratterebbe di un altro marchio importantissimo che si andrebbe ad aggiungere a quelli sopra citati. Non "solo" marchi, ma anche piloti e personaggi famosi: Felipe Massa, che ha vinto 11 Gran Premi in 15 anni in F1, ha firmato con il team Venturi, co-fondato da Leonardo Di Caprio. Uno dei motivi che ha portato Massa alla F1 sta nel fatto che molti piloti possano vincere una gara, qualcosa che non è più facile in F1.

Fan da piccoli, fan per sempre

Agag tiene a sottolineare che uno dei suoi obiettivi è quello di avvinare alla Formula E i più piccoli, i bambini di 10 anni. Una volta che li hai conquistati, questa la sua convinzione, se sai come cullarli sono tuoi per sempre. Questa nuova generazione di appassionati sta maturando in un mondo dell'automobilismo molto diverso da quello che ci stiamo rapidamente lasciando alle spalle.
 
Se le auto che guideranno tra qualche anno i bambini di oggi saranno presumibilmente elettriche, allora Tesla potrebbe essere indicata come prima grande azienda di veicoli elettrici del mondo (anche se le cose potrebbero cambiare, ora che i grandi Gruppi stanno arrivando sul mercato). Allo stesso modo, Alejandro Agag merita un posto accanto a Musk nel pantheon dei rivoluzionari del veicolo elettrico.

Fotogallery: Formula E ePrix Roma 2018