Sanzioni maggiorate per gli evasori assicurativi

Stretta del Governo contro chi evade la Rc auto. La legge c’è già: è quella che il 13 dicembre ha convertito il decreto fiscale 119 del 23 ottobre. Le norme diverranno operative dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (poco prima di Natale). Ieri, chi veniva pizzicato due volte in due anni senza Rca (recidivo) subiva una multa di 849 euro più il sequestro della vettura; oggi multa di 1.689 euro, taglio di cinque punti della patente, sospensione della licenza da uno a due mesi.

In tali casi, quando è stato effettuato il pagamento della sanzione in misura ridotta (424,5 euro) e corrisposto il premio di assicurazione per almeno sei mesi, il veicolo non è immediatamente restituito, ma è sottoposto alla sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo per 45 giorni. Occhio: la restituzione dell’auto è in ogni caso subordinata al pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia sostenute per il sequestro del veicolo e per il successivo fermo.

Le multe ieri e oggi

Quale differenza fra le multe di ieri e di oggi? Ieri, 849 euro più il sequestro della vettura a carico di chi viaggiava senza la polizza assicurativa obbligatoria. Oggi, 849 eurosequestro dell’auto, più cinque punti-patente sottratti. Ieri, multa di 210,2 euro a chi si assicurava entro il 30° giorno; oggi, multa a 424,5 euro. Ma la vera rivoluzione riguarda i recidivi.

Questione database

Regole, quelle della recidiva, che funzioneranno se la banca dati centrale dove affluiscono le multe delle forze dell’ordine (vigili, stradale, carabinieri) sarà costantemente aggiornato: su questo, l’Asaps (Amici Polstrada) nutre qualche dubbio. Tutto ruoterà attorno a questa banca dati: se non sarà efficiente, il lavoro del legislatore si rivelerà meno utile di quanto desiderato.

Quali conseguenze

Almeno in teoria dovrebbe essere limitato il fenomeno dell’evasione Rc auto: questo l’intento del Governo gialloverde. L’Ania (Associazione delle assicurazioni) stima che nel 2017 ben 2,8 milioni di veicoli, pari al 6,3% del totale degli immatricolati, non possedevano una copertura assicurativa: sono i dati più recenti a disposizione, peraltro non scientifici.

È una stima, perché un’auto nel box che non circola mai risulta in regola per legge. Vetture pericolose quelle che invece circolano, perché se causano un incidente mettono nei guai la vittima, la quale dovrà rivolgersi al Fondo garanzia per ottenere il risarcimento, sobbarcandosi una burocrazia pesante. Senza dimenticare che spesso chi non ha la Rca scappa dopo il sinistro: è il fenomeno della pirateria stradale, strettamente connesso a quello dell’evasione assicurativa.

Quali “armi” a disposizione

Il problema del numero elevato di vetture senza polizza è che servirebbe un controllo serrato e continuo da parte delle Forze dell’Ordine, pressoché irrealizzabile, dice l’Ania. Solo la tecnologia può limitare la piaga dell’evasione Rca: gli autovelox e i varchi elettronici delle ZTL che leggono le targhe, si collegano a un database di veicoli immatricolati e assicurati, e scovano la macchina senza polizza.

La legge del 2012 lo consente, rimandando però a decreti attuativi ancora non emanati. I motivi? Non si sa. Forse, perché prima serve l’aggiornamento istantaneo e costante del database centrale, che non c’è. Inoltre, non è chiaro a chi spetti il compito di notificare la lettera al proprietario dell’auto senza Rca né chi debba effettuare il sequestro del veicolo.