Duro il commento di ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE "Una misura così strutturata, appare socialmente iniqua, poiché richiede ad un’ampia fascia di cittadini un importante sforzo economico"

Ecobonus ed Ecotassa 2019, costa sta succedendo? La questione sta delineando i propri confini, seppur ancora liquidi, in attesa dell'approvazione definitiva di venerdì da parte del Senato. Ciò nonostante, le associazioni di categoria ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE hanno immediatamente espresso il proprio parere negativo sulla recente riformulazione bonus-malus della Commissione. 

Quota 160 (g/km)

Con un comunicato congiunto, le associazioni hanno criticato il nuovo Testo, partendo dall'assunto cardine, ovvero quota 160.  E' questa la soglia da cui scatterebbe il provvedimento con uno schema progressivo di tassazione (come abbiamo spiegato in questo articolo).

Le analisi della misura nella sua nuova riformulazione, evidenziano come ad essere colpite dal
malus, non saranno solo le autovetture di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate ad una gravosa imposta quale il superbollo, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato, molti con una fascia media di costo sul quale l’aggravio di una tassa di 1.100 € appare veramente irragionevole.

Più Malus che Bonus

A voler avvalorare ancor di più la questione, all'interno del comunicato viene disposta una lista di vetture che, secondo il nuovo testo, verrebbero penalizzate dalla prima fascia di malus, tra cui Alfa Romeo Giulietta, Dacia Duster, Fiat Tipo, Ford Focus, Kia Sorento, Opel Corsa, Nissan Juke. (Per tutte le tabelle informative vi rimandiamo al nostro apposito articolo).

La conclusione è di quelle che non lasciano troppi margini. Si parla apertamente di profonda iniquità sociale. Non potrebbe essere altrimenti, considerando come, appena due giorni fa, le stesse associazioni si erano augurate una profonda revisione del Testo, auspicando una minor tassazione per gli automobilisti. Richiesta che, per ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE , è stata ampiamente disattesa.

Gli impatti della misura considerata dimostrano, inoltre, che il “malus” è di gran lunga superiore rispetto alla necessità di copertura del “bonus”.
Una misura così strutturata, appare pertanto socialmente iniqua, poiché richiede ad un’ampia fascia di cittadini un importante sforzo economico per finanziare l’acquisto di pochi veicoli.