Approvato il taglio del 37,5% fra 2021 e 2030. Il target intermedio sono gli 80,75 g/km del 2025 (-15%), partendo dai 95 g/km obbligatori per il 2021

Accordo raggiunto: dopo mesi di trattative il Parlamento Europeo e gli Stati membri hanno trovato un punto in comune per quanto concerne il tema delle emissioni di anidride carbonica, il cui obiettivo sarà quello di scendere del 15% tra il 2021 ed il 2025, e del 37,5% tra il 2021 ed il 2030. Dodici anni, in altri termini, ogni Casa Automobilistica dovrà raggiungere una media pari a 59,37 grammi di CO2 al chilometro fra tutti i modelli a listino, passando attraverso gli 80,75 g/km del 2025. Per i costruttori non si tratta di limiti facilmente raggiungibili, a maggior ragione considerando le note difficoltà per avvicinarsi ai 95 g/km obbligatori a partire dal 2021.

L'UE chiedeva un taglio del 50%

Il taglio del 37,5% va considerato alla stregua di un pareggio, perché in questa complessa partita si fronteggiavano da un lato il forte attacco dell'Unione Europea e dall'altro la solida difesa degli Stati. L'Unione Europea non è riuscita a segnare, perché a luglio chiedeva una riduzione del 50% (prima di abbassare le pretese al 40%), mentre gli Stati hanno dovuto cedere campo passando dal -35% richiesto al -37,5% finale. Spettatori di questa sfida, le case automobilistiche. La questione è chiara: dodici anni di tempo per tagliare oltre un terzo le emissioni medie delle loro auto. Non sarà facile, da qui il malcontento già espresso.

Le elettriche aiutano, i SUV no

In realtà l'obiettivo del -37,5% non sembra così irrealizzabile, considerando come sempre più costruttori lanceranno in futuro motori ibridi ed elettrici, per i quali le emissioni di CO2 sono ben inferiori ai 59,37 g/km previsti (se non del tutto assenti). A complicare i piani ci pensano però le vendite di motori diesel e SUV: i primi sono in declino, per via delle sostanze inquinanti dannose per l'uomo come le polveri sottili (anche se meno CO2 rispetto ai benzina), mentre SUV e crossover sono più voluminosi e pesanti delle berline, dunque non ideali per il contenimento dei gas tossici.