Lo indicano le stime ACI-ISTAT sulla base dei dati preliminari. Calano anche morti (-8%) e feriti (-3%).

Nessuno dovrebbe morire a causa di un incidente stradale. Nessuno. Purtroppo, come sappiamo, le cose stanno in modo ben diverso. Per fortuna, però, un po’ in tutto il mondo la riduzione della mortalità stradale è stata posta come obiettivo da parte dei Governi, anche e soprattutto da quelli comunitari, come nel caso dell’Unione Europea.

Quanto all’Italia, nei primi sei mesi del 2018, gli incidenti sono in diminuzione: lo dicono le stime ACI-Istat. I sinistri con lesioni sono stati 82.942; scendono dell’8% i morti: 1.480. Mentre c’è una flessione dei feriti: 116.560 (645 al giorno, 27 ogni ora), giù del 3%.

Secondo flop

Resta però molto difficile per l’Italia centrare l’obiettivo imposto dall’Unione Europea: dimezzare i morti dal 2011 al 2020 (attualmente siamo al -25% rispetto al 2010, - 55% rispetto al 2001). Sarebbe il secondo flop, dopo che già dal 2001 al 2010 il Belpaese non è riuscito a raggiungere il target di ridurre del 50% i morti.

Va detto che l’Istat prende in esame solo gli incidenti con lesioni, che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine: restano esclusi i numerosissimi sinistri senza lesioni e senza il verbale degli agenti, ma registrati dalle compagnie assicuratrici.

Sarebbe il secondo flop, dopo che già dal 2001 al 2010 il Belpaese non è riuscito a raggiungere il target di ridurre del 50% i morti.

Più la velocità dello smartphone, ma è davvero così?

Nei primi sei mesi del 2018, le multe più frequenti riguardano l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e l’uso scorretto del cellulare: le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per queste infrazioni sono state, rispettivamente 255.809, 47.736 e 21.766.

Non è detto però che il numero di contravvenzioni elevate rifletta le cause dei sinistri: detto che i limiti di velocità vanno sempre rispettati, è più facile “pizzicare” un automobilista che viaggia a 55 km/h su uno stradone extraurbano (con limite 50), piuttosto che fare controlli seri sull’utilizzo dello smartphone mentre si guida.

I motivi del mancato raggiungimento degli obiettivi

Ma perché l’Italia fallisce nel raggiungimento della riduzione del numero di incidenti rispetto agli obiettivi europei? Forse, appunto, si dovrebbe puntare di più a prevenire le distrazioni da smartphone e la guida in stato alterato da alcol e droghe, ma per farlo occorrono più controlli sulle strade.

Di dubbia efficacia anche l’invasione di autovelox sulle strade: il guidatore non viene fermato e, volendo, può sempre salvare la patente pagando la supermulta di 300 euro.