Più prestazioni aggiungendo un motore elettrico: costoso ma efficace, come dimostrano i recenti esperimenti di ABT su base Audi RS6 e di Vonnen con i kit per la 911

L’ibrido, si sa, è nato per migliorare l’efficienza e abbattere i consumi e le emissioni, minimizzando l’uso del motore tradizionale o addirittura permettendo di montarne uno più “piccolo” mantenendo le performance ma riducendo l’impatto ambientale. Ma se applicassimo un surplus di potenza elettrica ad un’auto già performante, sfruttando la tecnologia ibrida con pure finalità prestazionali? Si può ed è una possibile nuova frontiera del tuning che vanta già qualche esempio pratico.

La super RS6 di ABT

A mostrare il potenziale dell’ibridizzazione di una supercar ci ha pensato ABT, partner di Audi che produce linee di accessori e kit per l’elaborazione delle vetture dei Quattro Anelli. Sul prototipo RS6-E (qui la nostra prova), per la prima volta l’upgrade prestazionale non è stato ottenuto soltanto con la “solita” elaborazione del motore (portato comunque dai 605 CV della più potente versione di serie a ben 730) ma anche aggiungendo un motore elettrico da 212 kW e 317 Nm, integrato nella trasmissione e attivabile tramite un pulsante che consente alla vettura di bruciare lo 0-100 in appena 3”3.

ABT Audi RS6-E, la prova

Questo boost è utilizzabile, sempre per brevi periodi (massimo 10” con la batteria da 13,6 KWh pienamente carica), anche al di sopra dei 100 km/h e permette alla RS6-E di dichiarare una potenza complessiva di 1.018 CV e una coppia totale di ben 1.291 Nm. Sfruttandola appieno è possibile raggiungere i 320 km/h e scattare da 0 a 200 km/h in meno di 9”.

Porsche ibride by Vonnen

Sula stesa falsariga, l’azienda californiana Vonnen offre un sofisticato kit elettrico da applicare ai modelli Porsche 911, Boxster e Cayman prodotti tra il 2012 e il 2016 (anticipando, di fatto, quello che la Casa stessa farà nei prossimi anni). Il motore, montato al posto del volano, aggiunge 130 kW (177 CV) e 200 Nm alla già considerevole potenza dei motori sei cilindri boxer; la sua Power Unit dialoga con la centralina di serie valutando, in base all’accelerazione richiesta, quando e come intervenire erogando l’energia supplementare proveniente dalla batteria ad alta densità energetica da 145 kWh montata nel vano anteriore.

Le prestazioni finali variano da modello a modello e non sono dichiarate, ma significa abbattere lo 0-100 di più di qualche decimo di secondo. Inoltre, l’azienda è al lavoro su un power pack da 350 CV che potrebbe permettere a una Boxster “base” di surclassare la più veloce delle 911 Turbo.

ABT Audi RS6-E, la prova
ABT Audi RS6-E, la prova

Pregi e difetti

La potenza elettrica è “pulita” e immediata e permette di superare i limiti di affidabilità che si avrebbero “spremendo” troppo un motore tradizionale, consentendo anche di non aumentare eccessivamente consumi ed emissioni. L’aggiunta di componenti elettrici comporta però indubbiamente un aumento di peso e una maggiore complessità del powertrain, anche se in questo caso si tratta di effetti contenuti e largamente compensati dalla maggiore potenza a disposizione.

La batteria non deve garantire una trazione totalmente elettrica o un’assistenza prolungata ma soltanto accelerazioni intense per pochi secondi. Per questo motivo, è possibile utilizzarne di relativamente piccole e poco ingombranti da rifornire con la frenata rigenerativa come sugli ibridi classici e dunque senza dispositivi per la ricarica esterna.

Il peso della Audi RS6-E by ABT è di circa 200 kg superiore a quello della versione Performance di serie (che sfiora le due tonnellate) mentre nel caso dei kit Vonnen l’aumento è contenuto in meno di 60 kg perché gli elementi aggiunti ne rimpiazzano in parte altri (volano e batteria a 12 Volt). L’altra nota dolente è il prezzo, non comunicato nel primo caso trattandosi di un prototipo, mentre nel secondo si parla di non meno di 70.000 dollari. Del resto, il tuning di livello non è mai costato poco.

Fotogallery: ABT Audi RS6-E