In Parlamento si ipotizza che la sede del vettore (chi dà il servizio) e almeno una rimessa dovranno essere situate nel territorio del Comune che ha rilasciato la licenza

Possibile futuro giro di vite del Governo sul Noleggio con conducente (Ncc): un sistema di trasporto pubblico non di linea. Oggi infatti i taxi sostano su aree pubbliche segnalate, mentre chi offre il servizio Ncc non è obbligato a svolgere la corsa all'interno del solo territorio comunale: può farlo su tutto il territorio nazionale. La manovra economica dell’Esecutivo, in discussione in Parlamento (potrebbe definirsi per fine anno), prevede una novità: la sede del vettore (chi dà il servizio) e almeno una rimessa dovranno essere situate nel territorio del Comune che ha rilasciato la licenza.

Ci sarà la possibilità di disporre rimesse nel territorio di altri Comuni o aree metropolitane, ma solo dopo un’apposita comunicazione agli enti interessati e salvo diversa intesa raggiunta in conferenza unificata entro il 31 gennaio 2019.

Prenotazione digitale

Se la manovra diverrà legge, per la prenotazione del servizio sarà possibile utilizzare anche piattaforme digitali e strumenti tecnologici: l’inizio e la fine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente dovranno avvenire presso le rimesse autorizzate situate nel territorio del Comune.

Il prelevamento e l’arrivo a destinazione dell’utente potranno avvenire anche al di fuori della Provincia o dell’Area metropolitana in cui ricade il Comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

Con deroga

In breve: gli Ncc potranno svolgere il loro servizio dentro i confini della Provincia del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Ma non ci sarà l’obbligo di tornare in rimessa per gli Ncc che nel foglio di serviz avranno registrato più prenotazioni oltre la prima: è una deroga. Previsto anche il fermo licenze: potranno essere nuovamente deliberate con il nuovo archivio informatico pubblico nazionale, che includerà anche i taxi.

Gli Ncc protestano

La novità sta già suscitando polemiche: 200 Ncc hanno protestato davanti al Senato: sostengono che le nuove norme favoriscano i tassisti. Penalizzando invece gli Ncc.