Forse a vostra insaputa, ma lo state già facendo: lo spiega il libro Neomateriali nell’economia circolare - Automotive

Dici auto ecologica, pensi all’elettrica. Un punto di vista certo non sbagliato (ammesso che l’energia non venga ricavata dal petrolio…), anzi, ma incompleto. Il motivo? Molto semplice: ci si focalizza solo sulle emissioni dell’auto quando questa è già prodotta, ma l’inquinamento ad essa legata inizia ben prima, cioè dal ciclo produttivo. Come ridurlo?

Lavorando sulla diminuzione del peso dei veicoli e sull’utilizzo di materiali recuperati, riciclati e, perché no, anche biologici. Da questi presupposti è nato il libro “Neomateriali nell’economia circolare - Automotive”, curato da Roberto Sposini per Edizioni Ambiente, di cui qui sotto vi riportiamo qualche passaggio molto interessante e di cui si parla poco e presentato, non a caso, in occasione di FIMS, Forum Innovazione Mobilità Sostenibile. Un momento di incontro tra i principali attori della filiera automotive, scelti tra quelli che, in un modo o nell’altro, hanno investito in tecnologie “2.0 - 3.0 e anche 4.0”; CISCO, FCA, Car2Go, Local Motors.

Economia Circolare - Automotive

Non solo CO2, inquinamento è anche sprecare acqua

Altra semplificazione molto comune, a partire dai Governi e dalle tasse che applicano, è quella legata all’anidride carbonica, come se fosse l’unico elemento inquinante (cosa peraltro tecnicamente sbagliata, perché si tratta di un gas serra, non di un inquinante).

Pensate per esempio all’uso dell’acqua a fini industriali: secondo un articolo della Technische Universität Berlin (citato nel libro “Neomateriali nell’economia circolare - Automotive”), il consumo idrico durante la vita di un’auto, carburanti esclusi, varia tra i 52 e gli 83 metri cubi, con il 95% del consumo nella fase di produzione, principalmente per l’estrazione e la lavorazione di ferro, acciaio, metalli preziosi e polimeri.

Secondo un altro studio, questa volta del Governo Inglese, le parti pesanti di un veicolo contribuirebbero al 28% delle emissioni totali del ciclo vita dello stesso. Un dato che dimostra come anche le auto elettriche, a oggi, non sarebbero così low-carbon.

900 kg di acciaio in media per le auto moderne

Il dato è della World Steel Association: di questi 900 kg, la maggior parte - il 34% - è impiegato per carrozzeria, porte, bagagliaio e cofano; seguono al 23% le trasmissioni, inclusi la ghisa per il blocco motore e l’acciaio al carbonio lavorabile per ingranaggi resistenti all’usura.

Tutto ciò per dire che, a partire da questi dati, le Case automobilistiche stanno ossessivamente cercando di  ridurre il peso delle proprie macchine: al fine di consumare meno carburante per muoverle, ma anche per diminuire l’impatto ambientale del ciclo produttivo.

Economia circolare automotive

Ottimizzare la produzione

Da un lato c’è il tema del recupero di tutti i materiali di scarto durante la produzione, dall’altro c’è la questione di cosa fare del veicolo a fine vita. Si parla dunque di remanufacturing: tante componenti di un veicolo non si usurano e possono essere impiegate direttamente su nuovi veicoli, senza riciclare il materiale e quindi senza rimettere nel processo produttivo energia, acqua e materia.

A tal fine, occorre migliorare il design della carrozzeria e delle parti meccaniche, al fine di rendere più facile lo smontaggio e aumentare la riciclabilità delle parti attraverso il remanufacturing.

Remanufacturing: tante componenti di un veicolo non si usurano e possono essere impiegate direttamente su nuovi veicoli, senza riciclare il materiale e quindi senza rimettere nel processo produttivo energia, acqua e materia.

Renault leader del remanufacturing

Il gruppo automobilistico francese è il primo ad aver realizzato una fabbrica per il remanufacturing di automobili in Francia dove si rigenerano alcuni sottogruppi meccanici fuori uso (come pompe dell’acqua o parti del motore.

Non solo: i nuovi volanti, per esempio, sono disegnati partendo da quelli delle generazioni di auto precedenti, dove le migliorie tecniche diventano addizionalità sui pezzi esistenti recuperati. Rigenerati, vengono quindi testati approfonditamente per certificarne la sicurezza e poi montati sui veicoli di ultima generazione. In questo modo si favorisce un ciclo ristretto (closed loop) della materia, trasformando rottami in pezzi di alta qualità, evitando completamente il downcycling.

Risultato: Renault sostiene di aver abbattuto i consumi di elettricità dell’80%, quasi il 90% di quelli idrici, e produce il 77% in meno di rifiuti.

FCA, Ford, GM...

Renault, per fortuna, non è sola: in ordine sparso, General Motors ha preso i materiali di scarto da lavorazione e packaging e li ha messi nelle auto che produce. Gli scarti degli imballaggi di plastica sono mescolati con altri materiali per fabbricare le calotte dei radiatori per la Chevrolet Silverado e la GMC Sierra. FCA ha scelto di utilizzare, su alcuni veicoli, materiali biobased – fibre naturali come il kenaf e la juta.

Altro caso emblematico è quello di Ford, che nei sedili e negli schienali dei modelli Mustang, Expedition, F-150, Focus e Lincoln, solo per citarne alcuni, impiega schiume poliuretane a base di soia. Tornando in Europa, Daimler produce un sistema di filtraggio dell’aria fatto al 60% da poliamide, e ha sostituito la plastica di derivazione fossile nei modelli Mercedes Benz. Altro esempio (riportato in copertina) è la BMW i3, prima elettrica 100% di BMW, in cui è largo l'uso non solo di materiali leggeri, ma anche riciclati, tra le altre cose per i rivestimenti interni. 

FCA, lo stabilimento di Cassino (FR)

... E le Mercedes "bio"

Nella stessa Mercedes sono ormai a base biologica il rivestimento delle portiere, i rivestimenti degli schienali, il pianale portapacchi posteriore, grazie all’utilizzo di lino, canapa e sisal, una fibra estratta dalle foglie dell’agave. I sedili, i cuscini dello schienale e i poggiatesta contengono fibra di cocco e caucciù (una fonte di lattice naturale).

Gli esempi non sono certo finiti, né gli argomenti legati alla sostenibilità e all’auto. Tutti gli altri li trovate ovviamente nel libro.