Spariti gli incentivi al metano, ci sono bonus per alcuni SUV, auto di lusso che non pagano l’imposta e auto economiche “stangate”

La manovra 2019 è stata approvata in Senato nel corso del weekend, tra proclami del Governo e proteste dell'opposizione. Tra i contenuti ci sono anche importanti passaggi che riguardano il mondo dell'auto, come ampiamente anticipato nei giorni scorsi.

Per quanto riguarda le tanto discusse nuove tasse per le auto di prima immatricolazione e gli incentivi, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio aveva dichiarato: “Sarà semplicemente un ecobonus sulle auto elettriche, ibride e a metano”, una linea seguita anche dall'altro vicepremier Matteo Salvini, sempre intento a ribadire “nessuna nuova tassa sulle auto”. 

Da marzo 2019 incentivi e tasse (per pochi)

In sé il proposito era lodevole, ma con l'ultimo emendamento proposto alla legge di bilancio pare proprio che alcune delle promesse siano state dimenticate o tralasciate. Facciamo un po' di fact checking e vediamo nel dettaglio cosa è rimasto e cosa è sparito rispetto agli impegni presi dei due ministri.

A meno di clamorosi dietrofront durante la discussione alla Camera (improbabile, visto che la Manovra deve essere approvata entro il 31 dicembre) il testo prevede che a partire da marzo 2019 ci saranno incentivi per le auto con emissioni comprese tra 0 e 70 g/km di CO2, al fianco di nuove imposte per quelle che emettono più di 160 g/km (qui tutti i dettagli).

Limiti calcolati secondo il vecchio ciclo NEDC, più "permissivo" (promette consumi più bassi e lontani dalla realtà) rispetto all'attuale WLTP, obbligatorio per tutte le auto di nuova omologazione. La domanda quindi è: come faranno a calcolare la quantità di CO2 emessa (e quindi il relativo rientrare o meno in fascia ecobonus o ecotassa) di modelli di prossima uscita e quindi mai testati nel ciclo NEDC?

Auto a metano, chi l'ha visto l'Ecobonus?

Il primo dato importante riguarda l'assenza delle auto a metano: per la quantità di CO2 emessa infatti ricadono tutte nel “limbo” delle auto senza Ecobonus e senza Ecotassa (71-160 g/km). A meno di non inserire un comma apposito "dell’ultimo minuto", da marzo 2019 non ci sarà nessun aiuto per le auto a gas naturale che secondo alcuni studi (ma non tutti) riducono le emissioni di inquinanti allo scarico.

Rifornimento auto a metano

Stangata su alcune auto non di lusso

Un altro aspetto da affrontare in questo nuovo schema bonus/malus CO2 è quello delle auto non di lusso “stangate” dall’Ecotassa all’acquisto fra 1.100 e 2.500 euro. Dal prossimo mese di marzo alcune auto dai prezzi “popolari” (anche sotto i 15.000 euro) dovranno sottostare alla nuova imposta, a cominciare da quelle con motori meno efficienti o a GPL.

Fiat Tipo Station Wagon

Parliamo ad esempio di Dacia Duster GPL (ma anche Lodgy e Dokker, sempre a GPL), Fiat Tipo Station Wagon 1.4 T-Jet 120 CV, Fiat 500L Cross 1.4 95 CV, SsangYong Korando GPL, DR 3 benzina e Mahindra XUV500 2.2 TD. Da non tralasciare poi la tassazione aggiuntiva per nuovo Suzuki Jimny Top, Fiat 500X Cross 2.0 Multijet 150 CV, Ford Kuga 2.0 TDCi 120 CV e Alfa Romeo Giulietta B-Tech 1.4 Turbo 120 CV.

Auto di lusso e SUV senza tassa, purché elettriche...

Senza dubbio restano confermati gli incentivi per le auto elettriche (qui tutti i prezzi con l’Ecobonus), quelle cioè con emissioni di CO2 comprese fra 0 e 20 g/km, ma solo se non superano il prezzo di listino di 61.000 euro IVA inclusa. Il tetto di spesa è stato imposto per evitare di elargire incentivi agli acquirenti di “auto di lusso e SUV”, categoria di auto che il governo vuole invece gravare della nuova Ecotassa riservata ai mezzi più inquinanti.

Tesla Model X 100D

Questo significa però che chi, dal primo marzo 2019, acquisterà un SUV elettrico o un’auto elettrica di lusso non riceverà l’Ecobonus, ma non dovrà neppure pagare l’Ecotassa. Fra questi modelli a zero emissioni che non hanno incentivi e non  “pagano dazio” ci sono le Tesla Model 3 (tranne il modello base, venduto in Italia a 59.600 euro), Model S e Model X, oltre ad Audi e-tron e Jaguar I-Pace.

... o ibride plug-in

Lo stesso accade per le auto che emettono da 21 a 70 g/km di CO2, in pratica solo le ibride plug-in attualmente sul mercato. Una buona fetta di queste ibride ricaricabili “alla spina” sono però escluse dall’Ecobonus perché troppo costose (oltre 61.000 euro), ma si salvano dall’Ecotassa nonostante siano “di lusso", sportive o SUV.

Volvo XC90 T8 Twin Engine

Parliamo di modelli di nicchia, ma molto esclusivi come la BMW i8, la Volvo XC90 T8 Twin Engine, l’Audi Q7 e-tron e la Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid, auto in alcuni casi superano anche i 200.000 euro di listino.

SUV e crossovor con l'Ecobonus

Ribaltando il ragionamento possiamo invece vedere che si sono diversi SUV e crossover con incentivi (Ecobonus) che rientrando nel limite dei 70 g/km di CO2 sono considerati ecologici. Si tratta ad esempio della Hyundai Kona Electric, della Kia e-Niro di prossima commercializzazione, così come delle plug-in MINI Countryman Cooper S E e Mitsubishi Outlander PHEV.

Mitsubishi Outlander PHEV 2019 Test

Lusso e sportività che "non paga dazio"

Tornando alle auto premium, sportive e SUV - anche “normali”, non elettrificate - scopriamo un folto gruppo ecologico che contiene le emissioni di anidride carbonica entro i 160 g/km. Insomma, costano molto, rappresentano in teoria quella parte di mercato che il governo vorrebbe tassare, ma non avranno nessuna imposta aggiuntiva da marzo 2019.

Mercedes Classe S

Fra queste si segnalano la Range Rover PHEV, la Porsche Cayenne E-Hybrid, l’Alfa Romeo 4C, l’Audi A6 Allroad quattro 3.0 TDI, la Jaguar F-Pace 20d e la Lexus LC Hybrid. Nella lista delle tante auto di lusso che non pagano l’ecotassa si possono inserire anche Infiniti Q60 Coupé, Mercedes S 400 d 4Matic e Volvo V90 T5.