Della citycar italiana, in realtà, ci sono solo i fari e qualche pannello della carrozzeria, ma ciò che conta è l'emozione che trasmette...

Ci sono diverse cose che si possono fare con una Fiat Cinquecento degli Anni Novanta. La prima, con tutto il rispetto, è averla già portata a rottamare. La seconda, ora che (salvo ulteriori stravolgimenti dell'ultimo momento) la manovra economica del Governo ha previsto degli incentivi economici per l'acquisto di auto nuove e un ulteriore bonus per chi rottama un'auto inquinante, portarla in concessionaria e ottenere uno sconto sul nuovo.

E poi c'è Stefano Repetto, di Busalla (GE), che ha dato sfogo a tutta la sua passione tirandone fuori un oggetto a dir poco folle.

Motore Suzuki, non Kawasaki

Stefano, con cui ho parlato, mi ha confermato che il titolo del video che trovate qui sotto è sbagliato: il motore della sua Cinquecento non è Kawasaki, bensì Suzuki. Si tratta del 4 cilindri della Hayabusa, portato da 1,3 a 1,5 litri e, soprattutto, fino alla potenza, impressionante, di 223 CV, disponibili da 9.200 a 11.800 giri, soglia a cui è stato messo il limitatore.  

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Telaio tubolare

Della Cinquecento originaria, come avrete intuito, è rimasto poco o nulla: in pratica, solo i gruppi ottici posteriori. Il resto - a partire dal telaio - è stato riprogettato con l'aiuto di un ingegnere: il telaio, appunto, è tubolare. I pannelli porta, il cofano, il portellone e i passaruota sono stati rifatti, in resina e carbonio.

Rifatte da zero anche le sospensioni, a triangoli sovrapposti, del tipo push-rod e con ammortizzatori orizzontali. Soprattutto, il motore è montato in posizione centrale posteriore, trasmette il moto all'asse mediante catena, mentre il cambio è elettroattuato. Non resta che godersi il video, il sound e la cattiveria di questa "fu" Cinquecento. 

Fotogallery: Fiat 500 (1992-1998)