Cresce il numero di postazioni mobili (e invisibili) di controllo della velocità

Sale da 32 a 38 il numero di autovelox in movimento e non segnalati. Parliamo dello Scout Speed, un misuratore di velocità a bordo di un’auto delle Forze dell’ordine in movimento, visibile e riconoscibile. Piazzato sul parabrezza, sotto lo specchietto retrovisore centrale, è un autovelox dinamico, perché viaggia sulle vetture degli agenti. Il fatto è che si sta rivelando uno strumento efficace contro chi corre troppo: ecco perché sempre più comandi di Polizia se ne avvalgono.

Anche senza cartello

Lo Scout Speed può funzionare anche in assenza di segnali di preavviso, se il guidatore viene fermato subito dalle Forze dell’ordine: con la contestazione immediata. Discorso diverso se lo Scout Speed funziona senza cartello di preavviso, con la multa che arriva a casa del proprietario dell’auto: contestazione differita nel tempo.

Secondo alcuni giudici, in questi casi, la multa dello Scout Speed è annullabile tramite ricorso al Giudice di Pace: basta pagare 43 euro di tassa allo Stato e proporre opposizione entro 30 giorni dalla notifica. Infatti, stando ai ricorsi vincenti, il Codice della Strada (articolo 142, comma 6-bis) impone che, per le multe notificate a casa in seguito a un’infrazione rilevata con una telecamera, l’automobilista venga allertato della presenza del controllo. Una norma cui il decreto non potrebbe derogare.

Da tarare

Come qualsiasi altro autovelox, lo Scout Speed va tarato almeno una volta l’anno: lo dice la Corte Costituzionale, con sentenza 113 del 2015. L’indicazione della taratura va messa sul verbale: se non c’è, un ricorso annulla la multa.

Infatti, la decisione della Corte Costituzionale va sempre rispettata, in qualsiasi ordine e grado di giudizio: così spiega la corsa sfrenata di parecchi Comuni a tarare tutti gli autovelox, prima evidentemente non tarati.