L’Antitrust ha inviato una segnalazione a Governo e Parlamento sullo stato attuale delle concessioni amministrative in Italia

Dopo il crollo del Ponte Morandi, il problema concessioni autostradali è riesploso. Parliamo dello Stato, proprietario della rete autostradale, che dà le tratte in concessione ai privati che in cambio hanno l'ultima parola sui pedaggi: questi salgono in base alla convenzione, cioè il contratto che lega Stato e gestore.

Sulla questione è intervenuto l’Antitrust: ha inviato una segnalazione a Governo e Parlamento sullo stato attuale delle concessioni amministrative in Italia, sottolineando le principali criticità concorrenziali riscontrate in alcuni mercati.

Occhio alle scadenze

Per le concessioni delle autostrade in scadenza l’autorità garante della concorrenza e del mercato auspica il celere svolgimento di procedure di gara. Obiettivo: selezionare al meglio e per tempo i gestori in termini di qualità e sicurezza dei servizi, propensione agli investimenti e minor costo di gestione.

Per le altre concessioni

Per le restanti concessioni, quelle non in scadenza, il Garante auspica la valutazione della congruità della durata rispetto al valore della concessione e agli investimenti effettuati anche ai fini dell’eventuale rideterminazione della concessione. Occorre capire, dice l’Authority, se la concessione è eccedente il periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti sostenuti e a una remunerazione del capitale investito.