Il tuning sulle auto a batteria è possibile in molti modi, non tutti necessariamente complicati e costosi

Recentemente abbiamo osservato come l’elettrificazione possa essere una valida soluzione per elaborare le auto con motori tradizionali, trasformate in ibride con l’aggiunta di una fonte di potenza, quella elettrica appunto, teoricamente pulita e realmente efficace. Ma se l’auto in questione è già elettrica è possibile una sorta di tuning tecnico che ne elevi le prestazioni?

Qualche soluzione esiste anche se per ora l’idea va un po’ in conflitto con la missione delle auto elettriche e con l’obiettivo, al momento prioritario per l’industria, di migliorare l’autonomia e l’efficienza più che le performance. Anche le elaborazioni infatti si sono mosse inizialmente in questa direzione: l’azienda americana EVtun ad esempio ha sviluppato un modulo aggiuntivo per modelli come Tesla Model S (ma anche Mitsubishi Outlander PHEV) che modifica i parametri di comportamento del sistema rendendo più dolce e progressiva la risposta del gas e più efficaci le fasi di recupero energetico, guadagnando - stando a quanto dichiarato - fino al 10% di autonomia in più senza di fatto toccare meccanica e batterie.

Nissan Leaf Nismo 2018

In teoria quindi lo stesso principio si potrebbe applicare al contrario, con programmi che sfruttino meglio e più a fondo l’erogazione dei motori elettrici anche se, ovviamente con un dispendio energetico maggiore. Ma non è l’unico modo

Potenziare la batteria

Il vero motore di un’elettrica è la batteria: la sua capacitò di trasferire energia, che il motore converte in moto, è alla base delle prestazioni quindi sostituendo questa entro certi limiti si possono migliorare le performance lasciando tutto il resto com’è. Non a caso, le evoluzioni a breve termine di molti modelli (Nissan Leaf, Renault Zoe ecc..)  sono passate principalmente attraverso l’adozione di batterie via via più potenti ed efficienti.

Qualche modello, come ad esempio le Tesla, offre infatti diversi step prestazionali determinati principalmente dall'utilizzo di diverse batterie a cui si aggiunge in qualche caso la presenza di un secondo motore elettrico. Una nuova batteria ad alta densità energetica può offrire capacità superiori mantenendo lo stesso ingombro di una meno evoluta

Reintrodurre il cambio

Tra i molti vantaggi della propulsione elettrica c’è proprio quello di aver semplificato al massimo la meccanica eliminando anche la trasmissione, sostituita da un riduttore a rapporto fisso. La coppia istantanea e la capacità di raggiungere elevati regimi di rotazione permettono infatti ai motori elettrici di coprire da soli tutto il range di velocità senza cambiare rapporto.

Nissan Leaf Nismo 2018

Tuttavia, il riduttore è proprio uno degli elementi su cui si può intervenire, come ha fatto Nismo (il reparto sportivo di Nissan), nell'allestire la specifica variante sportiva della Leaf in vendita in Giappone da quest’autunno, che è stata resa più scattante grazie ad una diversa mappatura della gestione della potenza elettrica e, appunto ad un riduttore dal rapporto modificato.

Altra soluzione, in questo senso, può essere quella di introdurre un riduttore a due rapporti che permetta di avere una modalità per la marcia sportiva e una per quella più rilassata e attenta al risparmio. Come accade a volte sulle vettura elettriche da competizione che in qualche caso vengono dotate di cambi proprio per ampliare le possibilità.

Nissan Leaf Nismo 2018

Aerodinamica e lightweight

La terza area di intervento è comune a tutte le auto e riguarda l’ottimizzazione dell’aerodinamica e la riduzione del peso. Non è semplicissimo perché le elettriche nascono già con una logica molto attenta a valorizzare questi due elementi, tuttavia come sulle auto tradizionali possono essere creati ad hoc componenti e parti di carrozzeria più leggeri e kit aerodinamici ancora più “spinti” verso la riduzione della resistenza all'aria, studiati per guadagnare qualche punto in entrambe le direzioni.

Così come rivisitazioni dell’assetto finalizzate anche  in questo caso a migliorare il Cx e l’adozione di pneumatici ancora più evoluti per massimizzare la trazione sacrificando, in questo caso in modo giustificato, un po’ di comfort.

Fotogallery: Nissan Leaf Nismo per il Giappone