Con la legge di Bilancio cambia anche l'articolo 7 del Codice della Strada, che dà accesso libero alle elettriche e alle ibride nelle ZTL

Ibride ed elettriche nelle ZTL? Tutto sta per cambiare. Il 22 dicembre 2018, il Senato ha approvato il maxiemendamento al disegno legge della manovra 2019: si attende l’ok della Camera, forse per il 29 dicembre.

Se il progetto diverrà realtà, cambierà l'articolo 7 del Codice della Strada, quando si parla di zone a traffico limitato e aree pedonali urbane: “Nel delimitare le zone i Comuni consentono, in ogni caso, l'accesso libero a tali zone, ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida".

L’obiettivo del legislatore è favorire l’acquisto e l’utilizzo delle macchine più pulite, a beneficio della qualità dell’aria. L'auto che inquina meno, però, è quella che non circola. Per questo motivo, forse, lasciar decidere alle singole città la chiusura di alcune zone alle auto - in favore delle piste ciclabili e di zone "car free" - permetterebbe di raggiungere in modo ancora più efficace l'obiettivo. 

Com’è la situazione oggi

Adesso, invece, i Comuni possono decidere liberamente sull’accesso di elettriche e ibride nelle ZTL. Allo stesso modo, possono imporre i blocchi del traffico solo a certe auto.

Domani, se la manovra sarà legge, dice l’Asaps (Amici Polstrada), “si annunciano perciò tempi duri per i residenti nelle oltre duecento zone a traffico limitato oggi esistenti in Italia e autorizzate dal Ministero dei trasporti e infrastrutture, dove l'accesso a decine di migliaia di auto elettriche o ibride dovrà essere sempre consentito”.

Niente multe, niente incassi

A farne le spese saranno anche le casse dei Comuni: basti dire che, per ogni ibrida non autorizzata che entra in una ZTL, il verbale con le spese di notifica è sui 90 euro: multa cui non si sfugge, visto che le telecamere immortalano la vettura, collegandosi poi al database della Motorizzazione per ottenere il nome del proprietario del veicolo cui inviare la contravvenzione.