In alcuni casi limite il dato riportato sul libretto delle auto nuove può bloccare l'ecobonus o far scattare la tassa

In teoria chi compra un'auto nuova dal primo marzo scorso può ricevere un incentivo statale, il cosiddetto Ecobonus, se si tratta di un modello a basse emissioni di CO2 (entro 70 g/km), oppure deve pagare un'Ecotassa se la stessa CO2 supera i 160 g/km. Questo in teoria perché nonostante l'entrata in vigore della legge manca ancora il decreto attuativo che permette di applicare nella pratica sia l'ecobonus che l'ecotassa.

Un secondo problema potrebbe invece presentarsi tra il momento dell'ordine dell'auto nuova e la produzione della stessa, fase in cui per vari motivi potrebbe esserci una leggera differenza fra la CO2 prevista e quella reale riportata sulla carta di circolazione (ovvero il libretto, riquadro 2, punto V.7); in alcuni casi limite che si posizionano a cavallo fra i diversi scaglioni di CO2 ecobonus/ecotassa c'è il rischio che il cliente si veda arrivare dalla fabbrica un'auto che per pochi grammi di anidride carbonica perde il diritto all'incentivo o ricade nell'indesiderata zona ecotassa.

Casi limite per Ecotassa ed Ecobonus

La questione è delicata, seppur limitata a quelli che possiamo definire casi limite, ma una piccola differenza della CO2 sul libretto può significare perdere dai 1.500 ai 2.500 euro di incentivo statale (qui l'elenco delle auto) o dover pagare l'ecotassa (ecco la lista di modelli e versioni) variabile dai 1.100 a i 2.500 euro. Per fare un paio di esempi, se si ordina un'ibrida plug-in con emissioni dichiarate di 70 g/km di CO2 e poi si vede immatricolata l'auto con 71 g/km si perde il diritto all'ecobonus, mentre un modello da 160 g/km di CO2 dichiarati e 161 g/km da libretto dopo l'immatricolazione viene gravata dall'imprevista ecotassa di 1.100 euro.

A venire in aiuto a venditori e clienti ci sono per fortuna configuratori molto precisi che dovrebbero calcolare con esattezza la CO2 che avrà l'auto ancora da produrre e da immatricolare entro 5 mesi (come prevede la legge), ma qualche dubbio resta sul fatto che questi aiuti informatici possano essere infallibili nei loro risultati.

Col ciclo WLTP la CO2 varia tanto

A rendere difficile la perfetta identità fra la CO2 prevista e quella "reale" c'è l'estrema variabilità del dato di consumo e CO2 che con i nuovi cicli di omologazione WLTP cambiano in pratica da telaio a telaio, subendo modifiche per dimensioni dei cerchi, accessori e allestimenti. Qualcuno potrebbe dire che il problema non si pone perché la nuova norma si basa, fino al 31 dicembre 2020, sul vecchio dato NEDC, ma il fatto è che che tutte le nuove omologazioni sono fatte secondo il ciclo WLTP e poi convertite in NEDC secondo appositi valori di correlazione.

A questo si aggiunge il fatto che ogni minima variazione a livello produttivo decisa dal costruttore può modificare, anche di poco, le emissioni di CO2 e fino a quando l'auto non esce dalla linea di assemblaggio non se ne può conoscere con certezza il dato di emissioni.

Al riparo da sorprese, se possibile

Il rischio più grosso riguarda però l'Ecotassa che grava interamente sul cliente che, dal primo marzo 2019, acquista e immatricola un'auto nuova e deve utilizzare il modulo F24 per pagare la nuova tassa sull'anidride carbonica. E' difficile immaginare una clausola sul contratto che possa portare alla sua risoluzione in caso di CO2 diversa dal previsto, mentre per l'Ecobonus la questione potrebbe semplificarsi per l'acquirente.

Sembra infatti che il venditore debba inserire sul contratto il valore dell'Ecobonus da sottrarre al prezzo di listino, pagandolo in anticipo e per conto del cliente; in pratica il rischio di una CO2 diversa dal previsto e la perdita dell'Ecobonus ricade sul venditore che ha prenotato il contributo sull'apposito sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Auto in concessionaria: no problem

Nessun problema invece per chi acquista un'auto nuova già presente in concessionaria. Basta infatti rivolgersi al venditore per conoscere il livello di emissioni di CO2 che avrà l'auto al momento dell'imatricolazione.

Il dato è già presente nel certificato di conformità, il documento d'identità che accompagna ogni auto nuova fino al momento in cui viene immatricolata e targata e che contiene già tutti i valori riportati sulla carta di circolazione.cui sopravvenga il mancato Ecobonus o l’imprevista Ecotassa.