La ripresa che c'era stata dopo la crisi del 2013 si è interrotta, molte le cause. Ecco chi scende e chi sale

Nonostante le auto immatricolate nel mese di dicembre siano state più numerose dell’anno scorso (+2%), il mercato dell’auto ha archiviato il 2018 con una flessione del 3,1% (le targhe sono state 1.910.025 contro le 1.971.345 del 2017). Le cause sono tante. Da una parte alcune case auto hanno rallentato nella pratica dei chilometri zero, dall’altra c’è stata l’entrata in vigore dal primo settembre del nuovo sistema europeo di omologazione WLTP, ma è soprattutto il rallentamento dell’economia italiana ad aver pesato e a preoccupare gli addetti ai lavori.

La crescita del Pil, che nell’ultimo trimestre del 2016 e nel primo del 2017 aveva fatto registrare incrementi congiunturali dello 0,5%, si è progressivamente ridotta fino a portare ad un calo dello 0,1% nel terzo trimestre 2018. Così nel 2018 si è interrotta la robusta ripresa della domanda di auto che dal 2014 aveva fatto ben sperare dopo il drastico calo del 2013 (-47,7%) e che aveva visto un buon 2017 e 2016. Inoltre il nuovo anno si apre con qualche perplessità. La Manovra 2019, con la sua Ecotassa (e l’Ecobonus), non convince gli esponenti del settore, tanto che Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, la definisce “un’imposizione aggiuntiva”, pensando anche al superbollo.

Il noleggio rallenta, crolla il diesel

Scendendo in dettaglio, le immatricolazioni a società di noleggio, dopo mesi di crescita sostanziale, si sono fermate al +0,4% (+7,3% a dicembre). Quelle ai privati sono scese del 2,5% e quelle alle società del 9,2%. A pesare sulle scelte d’acquisto sono state in particolare le restrizioni alla circolazione varate a livello locale, ecco quindi che sul fronte alimentazione il diesel è sceso del -12,2% (-17,3% a dicembre) perdendo oltre 5 punti percentuali di quota di mercato. Le auto a benzina, ibride ed elettriche hanno registrato invece incrementi rispettivamente del +7,6%, +29,6% e +144,8%, sebbene queste ultime hanno una quota di mercato irrisoria pari allo 0,3%.

Male l’usato

I trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente) in dicembre hanno segnato una flessione del 5,2% a 337.269 unità rispetto ai 355.863 del dicembre 2017 e nel cumulato anno sono stati 4.426.268 (in calo del 3,3%) verso i 4.575.981 del gennaio-dicembre 2017.

Chi scende e chi sale

All’interno del Gruppo Fiat (-10,37%) il marchio Jeep ha proseguito la sua crescita (+70,77%) grazie a modelli di successo come la Renegade, mentre Alfa Romeo (-4,9%), Fiat (-19,65%) e Lancia (-19,53%) hanno terminato l’anno in rosso. Nel polo del lusso invece è andata bene Ferrari (+15,99%), ma non Maserati (-5,35%). Ha chiuso bene l’anno PSA (+33,01%), con tutti i brand in crescita ed Opel che quest’anno ha dato il suo contributo (+194,82%). Pure nel Gruppo Volkswagen (+7,24%) tutti i brand sono andati bene, tranne Audi (-6,45%), così Toyota (+2,87%) sebbene una lieve flessione di Lexus (-0,72%). In retromarcia il Gruppo Renault (-2,59%), Ford (-3,4%), Daimler (-7,23%), BMW (-9,31%) e Nissan (-14,51%).