Ad annunciarlo, Elon Musk via Twitter. Obiettivo: produzione di Model 3 e Model Y entro fine anno.

Le date di scadenza del progetto “Tesla Shanghai Gigafactory”, il nuovo stabilimento, sono forse ottimistiche: “fine dei lavori entro l’estate, inizio della produzione della Model 3 entro fine 2019, pieno regime produttivo nel 2020”; questo ha twittato Elon Musk, il fondatore di Tesla.

Se considerate che la prima pietra - o meglio, i primi cartonati - è stata messa oggi su un terreno che è una distesa di fango, è evidente come sia impegnativo rispettare il calendario prefissato. In ogni caso, questo stabilimento produrrà Model 3 e Model Y, il modello più economico della gamma, per la Cina e tutto l’Oriente. Model S e Model X continueranno a essere prodotte in USA per tutto il mondo.

Un entusiasmo non nuovo, ma da non sottovalutare

Il “divino Elon”, ormai lo sa anche chi non è appassionato della materia, ci ha abituato a un certo entusiasmo in tema di annunci.

Il che non significa però che gli obiettivi poi non li raggiunga, come testimoniano i volumi di vendita della Model 3: non “solo” è l’elettrica più venduta al mondo nei primi 8 mesi del 2018, ma con 55.840 unità nel terzo trimestre dello scorso anno ha eguagliato - in soli 3 mesi - quanto fatto nell’intero 2017. Ok, l’offensiva vera da parte dei tedeschi deve ancora iniziare, ma il dato di fatto è che Tesla è davanti a tutti.

 

Un segnale importante

Per conquistare la Cina, commercialmente parlando, non si può prescindere da una presenza fisica locale, con sede e occupati cinesi: una regola alla quale non è sfuggito nemmeno il più “cool” dei marchi automobilistici.

Inoltre, con questa mossa Elon Musk punta ad aggirare un eventuale inasprimento della battaglia sui dazi che contrappone USA e Cina e che tanto male può fare alle aziende delle prime due economie del mondo.

Fotogallery: Tesla Model 3