Il Governo non ha spinto per un giro di vite contro i sinistri da distrazione al cellulare

Ricordate il giro di vite contro l’abuso dello smartphone alla guida? Se ne parla da tre anni: in particolare, i politici annunciano l’introduzione della sospensione della patente a chi viene acciuffato con il cellulare in mano mentre è al volante. Obiettivo, limitare il fenomeno degli incidenti da distrazione dovuti al dispositivo. Ma alla fine, dopo tre anni di chiacchiere, il nulla.

La situazione oggi alla prima multa

Attualmente viebe applicato l’articolo 173 del Codice della Strada: è vietato usare durante la marcia apparecchi radiotelefonici o usare cuffie sonore. È consentito l'uso di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani).

Pertanto, con smartphone in mano per qualsiasi ragione (parlare, chattare nei social, guardare le e-mail, messaggiare), multa di 161 euro, più il taglio di 5 punti-patente.

La recidiva alla seconda multa

La sospensione della patente da uno a 3 mesi scatta solo alla seconda infrazione nel biennio (recidiva): questa pena si somma alla multa di 161 euro e al taglio di 5 punti-patente.

Quale progetto

Fra i numerosi progetti legge, ce n’è uno che stabilisce la sospensione della patente già alla prima violazione. Più la multa di 161 euro e il taglio di 5 punti-patente. Un secondo progetto legge dispone il raddoppio della multa e della sottrazione del punteggio. Però, per motivi misteriosi, nessuna di queste idee è andata in porto. Salvo tornare protagonista quando ci sarà il primo incidente da distrazione da smartphone…