L'accordo era tra i principali operatori. Maxi sanzione da oltre 670 mln di euro e i consumatori potrebbero chiedere risarcimenti

"Condividere insieme l’attuale difficile momento". Si legge anche questa motivazione nelle carte dell'Antitrust che smascherano un cartello tra i principali operatori nella vendita di auto tramite finanziamento durato almeno quindici anni. L'istruttoria si è conclusa lo scorso 20 dicembre ed ha portato alla maxi sanzione da oltre 670 milioni di euro.

Tantissime le parti coinvolte, da BMW Bank GmbH a FCA Bank S.p.A. o Volkswagen AG. (qui sotto l'elenco completo e le relative sanzioni); così come anche Daimler AG e Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A. a cui però l’Autorità ha riconosciuto il beneficio dell’immunità totale dalla sanzione (in pratica hanno evitato di pagare più di 60 milioni di euro) perché hanno presentato loro la una domanda di clemenza che ad aprile 2017 ha avviato l'istruttoria.

La sanzione amministrativa pecuniaria deve essere pagata entro il termine di novanta giorni dalla notifica. Tuttavia entro sessanta giorni può essere presentato ricorso al TAR del Lazio. E' un caso destinato a generare un effetto domino e che potrebbe portare migliaia di automobilisti a chiedere un risarcimento.

Un sistema ben collaudato

L'indagine, a cui ha collaborato il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, ha accertato che i principali operatori captive presenti sul territorio nazionale (parliamo anche delle "finanziarie" che stanno dietro le case automobilistiche) si accordavano attraverso un sistema ormai così strutturato da prevedere persino lo scambio di moduli informativi.

C'erano pure contatti diretti, "che hanno avuto ad oggetto i più diversi argomenti, tra i quali: TAEG, estinzioni anticipate dei finanziamenti, 'condividere insieme l’attuale difficile momento', andamento del rischio, e ancora scambi di dati su 'volume distribution, renting, dealer network, approval rate, auto rejection, approval rate calculation', spread e tassi applicati".

Questa "intesa restrittiva della concorrenza" che ha alterato le dinamiche concorrenziali è sicuramente avvenuta tra il 2003 e il 2017. Il 2003, lo ricordiamo, è l'anno in cui i principali giornali titolavano: "Sull'Italia lo spettro della recessione" (9 agosto 2003, Corriere della Sera). Era appunto un "difficile momento".

L'elenco delle società multate

Le società multate dall'Antitrust sono: Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG.. Nell'elenco pure le associazioni di categoria Assofin ed Assilea.

Parte Sanzione
Banque PSA Finance 38.500.000
Banca PSA Italia 6.077.606
BMW/BMW Bank 71.627.366
FCA Bank 178.919.400
Ford MC FCE Bank 41.525.921
GM Company GMF 10.058.066
Renault RCI Banque 125.173.809
TMC/TFS 43.381.886
Volkswagen / Volkswagen Bank 163.014.488
Assofin 95.795
Assilea 11.694
TOTALE 678.386.031

La reazione dei consumatori

La notizia sta ovviamente mettendo in moto diverse associazioni di categoria. Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimo Dona, "i consumatori andrebbero ora risarciti. Speriamo che la sanzione serva da deterrente anche in altri settori". A questo proposito Altroconsumo, l'unica associazione intervenuta a sostegno dell’istruttoria, sta raccogliendo l’interesse dei consumatori coinvolti nell’attività sanzionata.