Così Xavier Martinet, direttore generale di Renault Italia, a margine della conferenza stampa di presentazione dei risultati commerciali italiani 2018

Il sistema bonus-malus italiano, quello che per intenderci ha introdotto l'Ecotassa e l'Ecobonus, piace ai francesi. Perlomeno a Renault. Xavier Martinet, direttore generale di Renault Italia, ha detto - a margine della conferenza stampa di presentazione dei risultati commerciali italiani 2018 - che le nostre regole sono "migliori" di quelle introdotte dall'Eliseo.

"Mi piace lo schema triennale", ha specificato, sottolineando l'importanza di avere un piano che abbia un orizzonte temporale di lungo raggio (i fondi disponibili ammontano a 60 milioni di euro per il 2019 e a 70 milioni di euro rispettivamente per 2020 e 2021). In Francia invece ci sono stati cambiamenti di anno in anno, cosa che ha generato incertezza nel mercato.

La politica commerciale Renault alla luce della Manovra 2019

L'Econobus sta ovviamente influenzando la politica commerciale delle case, che in Renault significa spingere la gamma elettrica, in particolare Zoe e Kangoo. Riguardo all’Ecotassa (o malus), secondo Martinet, bisogna distinguere i modelli di nicchia da quelli più costosi. Entro marzo arriveranno quindi delle offerte ad hoc sulle familiari Renault (pensiamo in particolare alle auto a 7 posti come la Grand Scenic o la Espace).

Come funziona il bonus-malus in Francia

In Francia, dove si prevede che entro il 2040 ci sarà l’abbandono dei Diesel, da gennaio 2009 c'è un bollo annuale che si basa sulle emissioni di CO2 e dal 2018 un sistema bonus/malus che ha le stesse fondamenta. Con il nuovo ciclo di omologazione WLTP però le cifre 2019 sono state ritoccate: ora il malus va da 35 euro (per emissioni da 117 g CO2/km) a 10.500 euro (da oltre 191 g CO2/km). Rispetto all'anno scorso sono cambiate anche le regole per chi rottama.

Nel 2018 le auto con emissioni di CO2 inferiori o uguali a 20 g/km avevano diritto ad un bonus da 6.000 euro e c'era un bonus di 200 euro per chi rottamava un'auto di almeno 15 anni; cifra che saliva nel caso di un diesel immatricolato prima del 2006 (il bonus arrivava ad un massimo di 2.500 euro).

Oggi invece c'è la possibilità per il 20% della popolazione francese, quella con i salari più bassi, che non pagano le tasse o usano l'auto per più di 60 km al giorno, di avere un "super prime" di 4.000 euro se rottamano una vecchia auto per acquistare una nuova, che se elettrica o ibrida plug-in fa salire il bonus a 5.000 euro. La cosa interessante è che questo bonus vale anche nel caso di acquisto di un'auto di seconda mano (il bonus è di mille euro per tutti gli altri automobilisti che scelgono un motore termico o un usato e di 2.500 euro per un elettrico nuovo).

Il caos Gilet gialli

Parlando di incentivi 2019 vale la pena ricordare brevemente il caso "Gilets Jaunes". Nei mesi scorsi l'Eliseo pensava a nuove tasse sui veicoli inquinanti per raccogliere 40 milioni di euro da destinare al bacino degli incentivi 2019, che sarebbero saliti a 610 milioni di euro entro la fine del 2019 grazie anche a nuove accise sui carburanti: il gasolio doveva costare 6 centesimi al litro in più e la benzina 3 centesimi. Con la rivolta dei Gilet gialli però questo scenario è cambiato. Niente aumenti, ma la protesta continua, con nuove sfumature politiche tutte da definire.