FCA Bank e RCI Bank and Services Italia faranno ricorso al TAR

L'Antitrust ha da poco reso noto l'epilogo di un'indagine avviata nel 2017 che ha portato alla maxi sanzione da oltre 670 milioni di euro per le banche "captive" di tutti i principali costruttori automobilistici operanti in Italia nel finanziamento auto, nonché le associazioni Assofin e Assilea, che ora si difendono e in alcuni casi annunciano il ricorso al TAR del Lazio.

FCA Bank e RCI Bank and Services Italia lo rendono noto in comunicati stampa in cui sottolineano di aver prestato la piena collaborazione durante l'indagine, che si è conclusa lo scorso 20 dicembre. Tra le altre reazioni ufficiali c'è anche quella di Assilea, che "valuterà in seno agli organi associativi competenti l’opportunità di impugnare la decisione dell’Autorità dinanzi al TAR Lazio".

FCA Bank e RCI Bank and Services Italia, i primi a fare ricorso

Nella nota stampa FCA Bank (multata per 178.919.400 euro) comunica di essere stata informata del provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) direttamente il 9 gennaio. "Nel pieno rispetto dell'operato dell'Autorità, FCA Bank - si legge - è convinta che gli addebiti mossile nella decisione siano infondati e presenterà ricorso avverso il provvedimento dinanzi alla competente Autorità giudiziaria".

RCI Bank and Services Italia (multata per 125.173.809 euro), allo stesso modo, assicura di aver prestato all’AGCM "la sua piena e totale collaborazione durante l’intero periodo dell’indagine. RCI Bank and Services Italia - si legge - ha sempre favorito la libera concorrenza nell’ambito del mercato automobilistico, nell’interesse dei consumatori. L’azienda è sempre stata attenta al rispetto della legislazione vigente. Il Gruppo RCI Bank and Services ribadisce il suo impegno al rigoroso rispetto della legislazione in tema di concorrenza e si accerta regolarmente della corretta esecuzione delle procedure in tutte le sue filiali".

Assilea si ritiene del tutto estranea ai fatti

Nel suo comunicato Assilea prende atto della decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (che l'ha sanzionata per 11.694 euro) e specifica che "per loro natura i dati diffusi da Assilea non sono utili ad agevolare la costituzione di un cartello, in quanto non danno indicazioni dei comportamenti competitivi delle captive del settore Automotive".

Il Presidente di Assilea, Enrico Duranti, ha proseguito: "La stessa Autorità Antitrust ha riconosciuto che l’Associazione ha volontariamente e autonomamente adottato un programma di compliance Antitrust in linea con i più elevati standard internazionali a datare dal giugno 2016, cioè circa un anno prima dell’avvio del procedimento, a riprova dell’attenzione che Assilea ha sempre avuto per questi temi e per l’attività di tutela dei consumatori".