L'esecutivo cerca di fare chiarezza con il decreto 143/2018, ma è difficile trovare una soluzione che vada bene a entrambe le parti

È ancora senza soluzione la controversia fra taxi e NCC (Noleggio con conducente, come quelli affiliati a Uber). Il Governo ha cercato di mettere mano alla materia con il decreto 143/2018 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. Una norma che, in sostanza, ha ripristinato in parte per gli NCC l’obbligo di rientrare in rimessa dopo ogni corsa.

Cosa dice il decreto

“Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa o la sede, anche mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici. L’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire presso le rimesse”: lo dice il decreto.

L’obbligo di rientrare in rimessa, dicono i tassisti, pur introdotto dal decreto 207/2008, era stato messo in “freezer” con numerose proroghe dai vari Governi. Nessuno dei quali aveva mai preso una decisione per non scontentare né taxi né NCC, una situazione di stallo che stava bene a quest'ultimi. Viceversa, il decreto 143/2018 viene visto di buon occhio dai tassisti.

Altri cavilli

Il decreto stesso dà la possibilità di avere più rimesse nell’ambito provinciale (sostenendo i relativi costi), in modo tale che l’NCC possa anche iniziare o terminare una corsa fuori provincia. E si può evitare il rientro in rimessa quando l’autista esce già con una lista di prenotazioni già effettuate dai clienti. Cavilli del decreto che però non accontentano gli NCC.

Un Tavolo tecnico

Per evitare frizioni e tensioni, il Governo pensa a un Tavolo tecnico composto da sei esperti: tre per i tassisti e tre per gli NCC. Il Tavolo verrà costituito dal viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, con l'obiettivo di arrivare a un punto d’incontro. Ci riusciranno mai?