Il Gruppo si rilancerà con l'elettrico

Pesano le conseguenze di Brexit e l’allontanamento dai motori diesel sul piano di riduzione dei costi annunciato dal gruppo Jaguar-Land Rover, che metterà a punto una serie di risparmi per “far quadrare” i conti dopo le difficoltà incontrate negli ultimi mesi, a partire dal calo di vendite registrato nel 2018 (-4,6%). Il piano ruota intorno al taglio di 4.500 posti di lavoro, che si aggiungono a 1.500 già eliminati l’anno scorso, quando il costruttore inglese aveva già dato una prima “sforbiciata” al numero di dipendenti.

Niente scossoni alla produzione

I tagli saranno concentrati nei settori amministrativo e commerciale, quindi è evidente che la Jaguar-Land Rover intende diventare un’azienda più “agile” e meno costosa, perché il taglio dei posti di lavoro farà risparmiare circa 2,7 miliardi di euro in 18 mesi.

Allo stesso tempo però il costruttore inglese non intende far diminuire la capacità produttiva o chiudere stabilimenti, scelte altrettanto drastiche come i licenziamenti, ma vuole sfruttare questa riorganizzazione per investire nello sviluppo tecnologico e nelle auto elettrica, per le quali ha in programma grosse operazioni.

Investimenti per l’elettrico

Nel piano sono annunciati investimenti per le fabbriche di Wolverhampton, dove saranno costruiti i nuovi motori elettrici, e di Hams Hall, che la Jaguar-Land Rover intende trasformare nel centro per la produzione di batterie.

E’ evidente insomma che la JLR darà sempre più spazio ai motori elettrici e che intende tener fede all’impegno assunto nel 2017, quando anticipò che dal prossimo anno ogni modello avrà una versione ibrida o elettrica.

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Foto di: Automedia