La Cassazione conferma la sanzione a carico dell’automobilista

Se un semaforo ha la luce gialla che dura poco, la multa rimane valida: lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 567/2019 che conferma l’orientamento della Corte. Il principio, più precisamente, è questo: se dagli accertamenti tecnici risulta un regolare funzionamento del sistema di segnalazione luminosa, dedurre la breve durata della luce semaforica gialla non annulla la sanzione amministrativa per violazione della segnaletica stradale.

La luce fissa

Parliamo, ovviamente, della luce gialla fissa, il preavviso che precede il rosso. Durante il periodo di accensione della luce gialla le auto non possono oltrepassare i punti stabiliti per l’arresto delle vetture. Con una sola eccezione: se al momento dell'accensione della luce si trovano vicino al punto di stop, allora possono proseguire non potendosi più arrestare in condizioni di sicurezza.

La multa

Chi prosegue la marcia nonostante ci sia la luce gialla fissa e abbia la possibilità di fermarsi in condizioni di sicurezza, subisce una multa di 163 euro e il taglio di 6 punti-patente. Se si commette una seconda infrazione nell'arco del biennio scatta la sospensione della patente da uno a tre mesi, un po’ come accade per l’uso illecito dello smartphone.

Massima libertà

Per legge, ogni gestore della strada è libero di fissare la durata del giallo in base al traffico e alla pericolosità dell’incrocio. Non spetta al guidatore stabilire se la durata sia congrua: chi fa ricorso infatti è destinato a perdere in primo grado in appello e in Cassazione. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche suggerisce una durata del giallo di 4 secondi, da incrementare in presenza di mezzi pesanti o di tratti in salita.

Quali tempi per il giallo?

Siamo a 3, 4 e 5 secondi, rispettivamente per velocità di 50, 60 e 70 km/h. Generalmente sono adottati tempi minimi di 4 secondi in ambito urbano, e di 5 secondi in ambito extraurbano e in presenza di particolari condizioni geometriche e plano-altimetriche.