Gli analisti sono tutti concordi nel prevedere un futuro elettrico, ma le vendite in Italia procedono a rilento. Ecco perché

In pochi anni, le previsioni sulla diffusione delle auto elettriche a livello mondiale sono passate dalle migliaia ai milioni con il sorpasso nei confronti delle vetture a motore tradizionale atteso, a livello di vendite, tra il 2030 e il 2040, quando il circolante dovrebbe raggiungere quota 30-35%. Nonostante i volumi siano cresciuti in modo esponenziale, però, nel nostro Paese i risultati effettivi sono ancora molto lontani dagli scenari prospettati.

Italia, il 2018 chiude con metà dell’obiettivo

Il rapporto E-Mobility stilato dal Politecnico di Milano nel 2017 prevedeva un incremento di circa 6.000 unità anno su anno e addirittura un raddoppio delle vendite per il 2020, ma i dati sulle immatricolazioni (che riportiamo a partire dal 2016 per dare un'idea dell'evoluzione del mercato) mostra in realtà una crescita molto più modesta.

Nel 2017 il mercato italiano ha assorbito appena un terzo delle nuove unità previste mentre nel 2018 appena concluso, pur con un aumento del 150% sull'anno precedente, siamo a meno del 50% dello stimato.

  Nuove vendite   Vetture circolanti  
Anno Previste Effettive Previste Effettive
2016 - 1.350 8.000 5.743
2017 6.000 2.016 14.000 7.560
2018 11.000 5.010 25.000 13.000
2019 18.000 - 43.000 -
2020 35.000 - 78.000 -

Tecnologia ancora troppo immatura

Perché la diffusione cresce più lentamente del previsto? In realtà, l'E-Mobility Report 2017 tracciava due distinti scenari: uno, quello analizzato, basato sulle sole vendite e uno basato su una prospettiva di evoluzione dei punti di ricarica pubblici e privati.

Secondo quest'ultimo, il venduto avrebbe potuto raggiungere quota 14.000 unità nel 2017 e 24.000 nel 2018, rispettivamente con un circolante di 22.00046.000 unità.

Ma è difficile immaginare un elemento senza l'altro perché come sappiamo, uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dell'elettrica è proprio la disponibilità di una rete di ricarica diffusa ed efficiente. Le risposte , almeno in parte, le offre il report 2018 pubblicato meno di due mesi fa: l'analisi aggiornata dei punti critici, evidenziando come alcuni aspetti tecnici, commerciali e normativi vedano questa soluzione ancora lontana dalla maturità.

In particolare, la scarsa autonomia, la diffusone di infrastrutture che procede ancora troppo a rilento e il rapporto tra obblighi di legge e incentivazioni. Non ultima, una domanda ancora troppo “tiepida”, conseguenza diretta degli altri fattori.

Il mondo cresce più velocemente

In generale, le cose vanno un pò meglio: se in Europa siamo sotto la media (e lontani anni luce da Paesi come Germania e Norvegia in cui il circolante sfiora le 60mila unità) i dati globali evidenziano un trend di crescita molto intenso, con vendite passate da 700.000 unità nel 2016 a circa 1 milione e 200mila nel 2017 per arrivare a lambire gli 1,9 milioni nel 2018, e quote di mercato passate dallo 0,83% a circa il 2%, mentre nel nostro Paese siamo ancora allo 0,3%.

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