La Casa ceca ha ufficializzato che il terzo Sport Utility della sua gamma si chiamerà Kamiq, come in Cina

A Skoda piace così. Prima un teaser. Poi il nome. Infine la caduta dei veli dal nuovo modello. Nel mezzo, una serie di foto rubate (o concesse, non lo sapremo mai). La strategia ha funzionato alla grande con la Scala ed è stata replicata a stretto giro con la Kamiq, cioè il B SUV che debutterà al Salone di Ginevra (5-17 marzo). Curiosità: non è un caso che la lettera iniziale sia la K e quella finale la Q, proprio come Kodiaq e Karoq.

Crossover urbano

SUV, dicevamo. In realtà, in Skoda parlano di urban crossover; tracciare una linea netta tra le due definizioni non è difficile, è impossibile, per cui per comodità continuiamo a utilizzare SUV. La base è ovviamente la piattaforma MQB A0 e, a detta di Skoda, la dotazione di sistemi di assistenza alla guida sarà completissima.

Dalle zone più fredde del mondo

Altra tradizione Skoda è quella della spiegazione, un po’ romanzata a dire il vero, del nome scelto. Kamiq deriva dalla lingua inuktitut, ovvero quella parlata dalla popolazione inuit che vive nel nord del Canada e in Groenlandia, e indica qualcosa che calza come un guanto in qualsiasi situazione.