Fino al 26 maggio al Museo dell’auto di Torino la mostra su Gandini, papà della Countach ma anche di tante utilitarie

Non è un caso che alcune fra le auto più rappresentative di Marcello Gandini siano all’esterno della mostra. “Marcello Gandini, Genio Nascosto” (24 gennaio-26 maggio) non è infatti la ‘solita’ celebrazione delle supercar firmate dal grande stilista torinese, papà delle Lamborghini Miura e Lancia Stratos, ma un percorso attraverso le sue auto meno celebrate e magnificate, a partire dalle Citroën BX e Renault Supercinque, vetture più umili delle sportive per cui è famoso nel mondo il grande designer torinese ma non meno significative o importanti.

E’ questo il senso della mostra al Museo dell’auto di Torino che, dopo Giorgetto Giugiaro, ora rende omaggio all’autore della Lamborghini Countach.

Marcello Gandini, il lato nascosto del genio torinese
Marcello Gandini, il lato nascosto del genio torinese

Tante piccole nella sua carriera

La scelta di mettere al centro le auto “minori” arriva proprio da Gandini, che si è raccomandato con il curatore della mostra (il giornalista Giosuè Boetto Cohen) di non renderla un tributo ai suoi modelli più famosi, disegnati fra il 1965 e il 1980, quando il designer 80enne era a capo dello stile per Bertone.

Oltre alle Citroën BX e Renault Supercinque è presente alla mostra anche uno spazio dedicato alla Innocenti Mini, utilitaria del 1974 ispirata alla Mini inglese che sarebbe rimasta in produzione fino al 1993, segno che le idee alla base del progetto erano quanto mai riuscite.

Marcello Gandini, il lato nascosto del genio torinese

Non mancano poi un elicottero, riferimenti al Renault Magnum del 1982 (un prototipo di camion con il pavimento piatto) e la Piccola, un’utilitaria realizzata per la gran parte con materiali plastici che avrebbe dovuto sveltire e semplificare il modello di produzione in catena di montaggio.

Alla Bertone gli anni d’oro

Nella mostra ci sono anche ricordi personali di Gandini, che ha raccontato di aver deciso cosa fare da grande quando gli venne regalato una scatola di Meccano, il gioco di costruzioni che lo portò a interessarsi da ragazzino alla meccanica e alla progettazione (il padre, direttore d’orchestra, voleva che il figlio facesse tutt’altro nella vita).

Marcello Gandini, il lato nascosto del genio torinese

La svolta nella carriera di Gandini risale al 1965, quando viene assunto 27enne da Nuccio Bertone e dà inizio alla straordinaria collaborazione che avrebbe dato origine a innumerevoli capolavori nei successivi 15 anni: i modelli più citati sono le Countach, Miura e Stratos, ma sono altrettanto straordinarie le Alfa Romeo Montreal, Fiat X1/9 e Lamborghini Espada. A fine anni ’70 Gandini si dimette e fonda una società di progettazione, con la quale lavora in esclusiva per Renault.

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