Il Decreto Sicurezza ha introdotto regole complicate. Sono diversi i dubbi

Il decreto sicurezza ha introdotto una norma che viene definita “anti furbetti” dal ministero dei Trasporti: regole complicate che ora vengono chiarite dallo stesso dicastero con una circolare inviata a tutte le Motorizzazioni territoriali.

Il punto di partenza è semplice: a fronte del divieto per i residenti in Italia da oltre 60 giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero, c’è la possibilità di nazionalizzare il veicolo o di condurlo oltre confine munito di foglio di via. Visto l’elevato numero di richieste presentate alle Motorizzazioni in questi ultimi mesi, ecco le precisazioni per facilitare e velocizzare le procedure interne.

Primo caso: immatricolazione in Italia

Poiché in alcuni Paesi non è prevista la preventiva radiazione dei veicoli da esportare in altri Stati membri, gli uffici delle Motorizzazioni procederanno alla nazionalizzazione dei veicoli. Dovranno farne comunicazione alle competenti autorità estere e, a richiesta di queste ultime, restituiranno le carte di circolazione dalle stesse emesse.

Secondo caso: condurre i veicoli oltre confine

Il decreto indica la possibilità di nazionalizzare il veicolo o di condurlo oltre confine munito di foglio di via, anche mediante trasporto con altro veicolo idoneo e munito di titolo autorizzativo (in questo caso, senza necessità di richiedere il foglio di via).

C’è però l’impossibilità di richiedere il foglio di via (per esempio perché il veicolo non è in regola con gli obblighi di revisione). Talvolta infatti la carta di circolazione estera è depositata presso la Motorizzazione in quanto ritirata dagli organi di Polizia stradale.

Serve una comunicazione

L’interessato deve presentare all’ufficio della Motorizzazione una comunicazione scritta, nella quale manifesta la propria volontà di portare il veicolo oltre confine mediante trasporto con altro veicolo, allegando le targhe estere rimaste in suo possesso e la copia di un documento di identità o di riconoscimento.

Gli uffici comunicheranno alle autorità di Polizia i veicoli per i quali, scaduto il termine di 180 giorni, gli interessati non abbiano richiesto l’immatricolazione in Italia o il rilascio del foglio di via né abbiano comunicato la volontà di trasferirli oltre confine su altri mezzi.