Dovrebbero entrare in vigore dal 1° marzo, ma ci sono ritardi burocratici. Ecco tutto quello che dovete sapere.

L’1 di marzo entreranno (anzi, dovrebbero entrare, più sotto i dettagli) in vigore Ecobonus ed Ecotassa: come comportarsi, se si sta valutando l’acquisto di una macchina nuova? Prima di entrare nel merito della questione, un piccolo ripasso. Ai link della riga sopra trovate tutti i dettagli, in ogni caso si tratta, rispettivamente, degli incentivi per chi compra un’auto a basse emissioni e della tassa aggiuntiva per quelle al di sopra dei 161 g/km di CO2 al km. Quanto ai primi: 4.000 euro di agevolazione se si compra un’auto con emissioni di CO2 fra 0 e 20 g/km, 1.500 euro fra 21 e 70 g/km, che diventano 6.000 e 2.500 se si rottama un’auto Euro 1, Euro 2, Euro 3 o Euro 4. Quanto all’Ecotassa, si paga un sovrapprezzo compreso fra 1.100 e 2.500 euro - a scaglioni - per le auto al di sopra dei 161 g/km.

Aspettare è la parola d'ordine

Che convenisse aspettare il 1° di marzo per immatricolare un'auto nuova con emissioni massime di CO2 pari a 70 g/km era chiaro fin dalla fine dello scorso anno, quando si è iniziato a parlare di Ecobonus ed Ecotassa.

Ora però le cose si stanno complicando e potrebbero esserci dei ritardi.

Secondo alcune indiscrezioni che abbiamo raccolto in occasione della tavola rotonda sull'Ecotassa, tenutasi oggi a Roma a margine della presentazione di Parco Valentino, è probabile che il Governo non riesca a ultimare - entro il 1° marzo - i decreti attuativi che rendono applicabile l'incentivo. 

Il decreto, infatti, dev'essere definito da 3 ministeri, i quali però, alle ore 9:00 del 26 febbraio 2019, dovevano ancora discuterlo. Una volta finalizzato, il documento dev'essere validato dalla Corte dei Conti. Considerando che al 1° marzo mancano solo due giorni, le probabilità di sapere come applicare l'incentivo entro quella data, per gli operatori del settore, sono ridotte al lumicino.

60 milioni per quest'anno, un problema in più

Come vi abbiamo già scritto, i fondi per l'Ecobonus hanno un tetto, per il 2019, pari a 60 milioni di euro. A quanto pare, ma si tratta anche in questo caso di indiscrezioni, l'intenzione del Governo è quella di dividerli in tre scaglioni da 20, da erogarsi nel corso dell'anno. Lo scopo è quello di evitare che si esauriscano subito.

Il problema però è che al momento della firma di un contratto - che il cliente stipula in virtù dell'incentivo - non è detto che si sappia già se i fondi sono andati esauriti. In altre parole, c'è il rischio di firmare per l'acquisto tenendo conto dell'Ecobonus, ma che poi l'incentivo non venga erogato. La soluzione? Al momento, sconosciuta.

Confusione anche sull'Ecotassa

Il discorso cambia, pur rimanendo confuso, per quello che riguarda il "malus" sulle auto con emissioni di CO2 oltre i 160 g/km: per l’ecotassa, infatti, non ci sarà un decreto attuativo. Si attende una circolare ministeriale, pare però che si pagherà sulla base dell'omologazione riportata sul libretto. 

Ciò significa che l'Ecotassa si potrà pagare solo dopo l'immatricolazione stessa della vettura; già, ma quando? Al momento, non si sa. Allo stato delle cose, si dovrebbe pagare tramite F24, quindi non lo potrà fare il concessionario, né l'agenzia di pratiche auto, ma solo il contribuente (o il suo commercialista/patronato). 

Acquisto subito se…

In questo quadro a dir poco confuso, l'unica certezza (che però è bene ribadire, visto che i dubbi sono più che legittimi) è che chi ha intenzione di comprare un’auto con emissioni di CO2 comprese fra 71 e 160 g/km, la variabile tempo è ininfluente; in altre parole non cambia nulla comprare già oggi o fra 3 mesi, dal momento che in questa fascia di emissioni non ci sono misure specifiche previste dalla legge finanziaria.