Nelle prossime ore verrà rimosso un troncone lungo 36 metri, che sarà tagliato e poi calato al suolo

Sono entrati nel vivo i lavori di smantellamento e demolizione del ponte Morandi di Genova, crollato il 14 agosto causando la morte di 43 persone. Da questa mattina infatti operai di aziende specializzate stanno lavorando per eliminare un “troncone” lungo 36 metri fra i piloni 7 e 8 del lato ovest, che verrà calato al suolo nel giro delle prossime ore. Le estremità del troncone sono state tagliate dalla struttura principale fra il 7 febbraio e la mattina dell’8, prima che iniziassero le operazioni di spostamento.

Lavori complessi

La rimozione del troncone è un’operazione estremamente complessa, non soltanto per il forte vento che ha già rallentato i lavori di preparazione. I tecnici infatti hanno dovuto predisporre quattro potenti pistoni idraulici ai margini del troncone, che solleveranno leggermente i 36 metri da rimuovere, prima che un filo diamantato in acciaio separi questa sezione dal resto della struttura.

A questo punto il pezzo da rimuovere sarà calato di 48 metri fino a terra, dove poi verrà trasportata in un’area adibita per lo smaltimento.

Penali salatissime

I tempi da ora in avanti sono serrati, perché Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte, ha annunciato che la nuova struttura verrà aperta al traffico il 15 aprile 2020.

Eventuali ritardi sono scongiurati dalle salatissime penali: stando al sito del quotidiano Il Secolo XIX, le aziende potrebbero dover pagare fino a 202.000 euro al giorno nel caso non rispettino le scadenze. A costruire il nuovo ponte sarà la cordata Salini-Fincantieri-Italferr, che metterà a punto un progetto firmato dall’architetto genovese Renzo Piano.