Il passaggio alla mobilità “green” non promette di essere economico, soprattutto sulle auto più piccole e la causa principale rimarranno le batterie

Lo sappiamo, la mobilità elettrica è ancora in fase di sviluppo e con il progredire dell'industria uno dei primi effetti che ci si aspetta di vedere è la riduzione dei costi. Costi che, nel caso delle elettriche, dipendono ancora in massima parte dalle batterie. Ma sarà davvero così?

Se da un lato molte case annunciano una rivoluzione elettrica attuata a partire dal basso, all'atto pratico la maggior parte dei modelli in vendita e in uscita appartengono alle categorie medie e superiori. Mentre per le city car in arrivo non tutti concordano sull'idea del “low cost”. Confermando, come già profetizzato da molti, che la svolta elettrica sarà una soluzione ecologica ma non necessariamente economica, nonostante stiano arrivando i primi incentivi anche in Italia.

Batterie tra tecnica e politica

La questione delle batterie si sviluppa su due distinti scenari: quello tecnologico che vede la ricerca impegnata a trovare nuove soluzioni non soltanto per migliorare le prestazioni ma anche per ridurre l'impiego di materiali rari o pregiati come i metalli (litio e cobalto, ma non soltanto), risorse non rinnovabili e spesso anche difficili da recuperare o riciclare, oltre che spesso oggetto di monopolio per estrazione e trasformazione.

Il che ci riporta al secondo scenario, quello strategico-politica, che vede un complesso gioco di alleanze e accordi mirati ad assicurarsi le fornitura di domani con un'industria concentrata tra Cina, Giappone e Corea del Sud. Non per niente nel Vecchio Continente, e in particolare in Germania (dove il governo ha già annunciato investimenti per un miliardo di euro), si lavora per creare un consorzio europeo per la produzione di batterie che metta al riparo i costruttori dall'egemonia orientale.

L'allarme di Volkswagen

Proprio dalla Casa di Wolfsburg, attualmente una di quelle più concentrate nella transazione verso l'elettrico e già impegnata anche nella progressiva conversione delle fabbriche, arriva un monito: le piccole auto elettriche saranno comunque più costose delle loro omologhe a benzina. A ribadirlo, nel corso di un'intervista rilasciata al settimanale tedesco Welt am Sonntag è stato Hans Dieter Pötsch, capo del Consiglio di Sorveglianza del Gruppo, che ha sottolineato come “I livelli di prezzo di oggi non potranno essere mantenuti se queste auto saranno dotate di motori elettrici. Pertanto, questo porterà inevitabilmente a significativi aumenti di prezzo nel segmento delle auto piccole".

La prova è nei listini stessi: attualmente, la e-up!, la più piccola delle Volkswagen elettriche in commercio, escludendo sconti e promozioni ha un prezzo di listino di oltre 28.000 euro, esattamente doppio rispetto alla media del resto della gamma. Un prezzo su cui le batterie incidono sempre mediamente per circa il 30%. Sulla base di questi dati, anche se si dimostrasse verosimile l'analisi presentata circa un anno fa dagli esperti di Bloomberg Finance, secondo i quali il costo delle batterie al litio è destinato a ridursi anche del 50% entro il 2025, il prezzo finale di una piccola come la up! rimarrebbe comunque ben superiore ai 20.000 euro.

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