Con Giovinazzi e Chinchero parliamo del significato strategico dell'impegno del Biscione nel Circus

La Formula 1 è una vetrina importante come poche altre nel mondo dell'automobilismo. È qui che, storicamente, i costruttori si danno battaglia sui tracciati più spettacolari e difficili del mondo. Il secondo, diceva Enzo Ferrari, è il primo degli ultimi: conta solo vincere. Ed Alfa Romeo è pronta a gettarsi nuovamente nella mischia. Il Biscione, che ha fatto suoi i primi due titoli mondiali della categoria datati 1950 e 1951, torna a correre stabilmente dopo quasi trent'anni, affidandosi ad un team di tutto rispetto e due piloti del calibro di Kimi Raikkonen, campione del mondo 2007, ed Antonio Giovinazzi, fresca promessa – o solida realtà – dell'automobilismo italiano.

La sfida del mercato

Va detto che il momento che sta vivendo Alfa Romeo è davvero cruciale: ad oggi, la casa a listino vanta Giulietta, Giulia e Stelvio e, dati alla mano, dovrà passare ancora qualche anno prima di vedere su strada e nelle concessionarie i nuovi modelli illustrati da Sergio Marchionne all'assemblea degli azionisti del giugno 2018.

Il nuovo SUV, la Giulia GTV e la fiammante supecar 8C sono state presentate come la ciliegina sulla torta: una torta che, però, ha bisogno di tornare in auge a livello di immagine. E allora, cosa c'è di meglio di un ritorno alle competizioni che hanno visto Alfa Romeo trionfare in lungo e in largo?

Matrimonio che s'ha da fare

Per capire meglio i tanti perché di un atteso ritorno siamo andati direttamente a Balocco, là dove sono nate le auto da corsa più famose firmate Alfa Romeo, per fare 4 chiacchiere coi vertici del Biscione.

Fotogallery: Alfa Romeo, il team di Formula 1 a Balocco