L’Associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità propone nuove regole

Codice della Strada: l’Aniasa (l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità) cala il tris. Visto che la commissione Trasporti sta analizzando i disegni legge di riforma del Codice, in audizione l’Aniasa ha avanzato tre proposte sulla sharing mobility, la mobilità condivisa: in sintesi, serve modernizzare regole antiquate, degli anni 1990, quando ancora smartphone e car sharing (auto condivisa) neppure esistevano.

La premessa: i numeri

I rappresentanti dell’Associazione hanno sottolineato come il settore del noleggio veicoli abbia registrato negli ultimi anni una forte e continua crescita: tra il 2000 e il 2018 ha immatricolato oltre 6,3 milioni di veicoli nuovi e rappresenta il 23% delle immatricolazioni nazionali; ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 900.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine (dura anni), 94.000 quelli del noleggio a breve termine (giorni) e oltre 19.000 il car sharing (il noleggio flash, che dura minuti o ore).

“L’attuale Codice della Strada”, ha detto il presidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti, “elaborato 25 anni fa, evidenzia da tempo profili anacronistici e di sostanziale inadeguatezza. Nel 1992 circolavano sulle nostre strade 31.000 veicoli a noleggio a lungo o breve termine, oggi abbiamo superato quota un milione di veicoli ed è possibile prendere un’auto in affitto da pochi minuti a 5 anni”.

Cosa serve secondo l’Aniasa?

1) L’introduzione nel Codice di una definizione di "vehicle sharing" e l’armonizzazione delle regole per la gestione e la fruizione dei servizi nei diversi Comuni: accesso alle ZTL, uniformità della segnaletica stradale, accesso alle corsie preferenziali, previsioni di stalli dedicati in prossimità dei luoghi di interesse. Obiettivo, facilitare la vita degli automobilisti e mettere gli operatori nelle condizioni di pianificare un’offerta integrata.

2) La previsione della possibilità, oggi negata, a taxi e servizi di NCC di prendere a noleggio il proprio veicolo, oltre che in proprietà o leasing finanziario.

3) L’introduzione della possibilità di noleggiare veicoli con portata superiore a 60 quintali, oggi prevista solo tra imprese iscritte all’Albo in conto terzi. Una limitazione, questa, presente solo in Portogallo e Spagna e che indebolisce la competitività delle aziende di trasporto nazionali.

Prezzi e franchigie, tutto migliorabile

Richieste dell’Aniasa a parte, aggiungiamo che le società di noleggio e di car sharing, nonché i servizi di NCC, possono migliorare. Sarebbe utile una maggiore competitività, per abbassare i prezzi, e per rendere meno penalizzanti le franchigie: le sanzioni a carico dei clienti in caso di incidenti, danni, furti.

Fotogallery: Il car sharing elettrico