L'argomento potrebbe sembrare ostico. Di più, quasi in contrasto fin dal titolo. Ammettiamolo, in tempi passati associare la parola "neoptatentato" con "auto ibrida/ecologica" avrebbe fatto storcere il naso. Noi, cresciuti a pane e motori, a carburatori e lancette che schizzano su quel contagiri, figli di Maranello e della Motor Valley (a proposito, salvatevi le date del Motor1Days 2019), possiamo associare un neopatentato ad un'idea di ibrido? La risposta è "si".

E' un mondo ibrido (e non solo)

Il mondo sta andando avanti questo è indubbio, ed anche culturalmente stiamo travalicando tante ere. Basti pensare che anche la Formula 1, il campionato Endurance (ed in futuro i Rally) vivono di tecnologie ibride. Ed allora, a maggior ragione con i vincoli presenti nelle nostre città, perchè risulta tanto difficile accostare queste due realtà?

Scelte non banali

La scelta di una macchina poca spesa e molta resa non è così banale, di conseguenza pensare a un ibrido, che consuma poco, sia affidabile, che possa circolare coi blocchi del traffico o che abbia sgravi fiscali in alcune regioni o comuni, non è un malvagio elenco di pregi.

E poi diciamocelo, ultimamente capita che alcune persone la patente, proprio nelle grandi città pensino alla patente qualche anno dopo il conseguimento della maggiore età, magari durante o dopo l’università, quindi il design e la sportività non sempre occupano i primi posti della classifica. Vi abbiamo convinti? Non vi resta che premere il tasto play e godervi questa Dritta di Andrea.