Perplessità sulla nuova ZTL milanese

L’Area B di Milano è ai nastri di partenza: scatterà il 25 febbraio. C’è stato qualche cambiamento in corsa rispetto alle prime indicazioni fornite dal Comune: attiva da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30 (esclusi i festivi), è una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti oltre a quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci. L'accesso, se consentito, è gratuito.

Chi può entrare

Non sono previste scadenze per le seguenti tipologie di veicoli: possono accedere all’Area B, fra gli altri i veicoli immatricolati per il trasporto delle persone Euro 5 e 6 benzina, più le auto a GPL, metano, bifuel, le ibride e le elettriche. Il Comune ha pubblicato un documento molto lungo e articolato a riguardo.

Dopodiché, c’è un calendario con le limitazioni nel tempo. È riconosciuto a ogni veicolo una deroga d'ufficio di 50 giorni di circolazione dinamica, anche non consecutivi purché la movimentazione del veicolo non integri violazione del Piano regionale anti-smog. Questa deroga è riconosciuta solo al primo anno di entrata in vigore del divieto a cui è soggetto il veicolo derogato ed è riferita al periodo di 12 mesi compreso tra il 1° ottobre ed il 30 settembre dell'anno successivo, ferme restando le disposizioni previste in materia dalla normativa regionale.

Ma non vale per tutti. Per saperne di più, è stato pubblicato un altro documento lunghissimo riguardante chi può entrare e chi no. In generale, tutte le informazioni relative all'Area B di Milano sono indicate in una pagina web dedicata.

Cosa non quadra

Regole a parte (molto complicate e in evoluzione), non mancano dubbi e polemiche. Primo: l’Area B non è definitiva, ma una sperimentazione. Le telecamere che sorveglieranno il traffico sono solo 15. Il numero dovrebbe salire a 195 nel 2020, per vigilare su 128 chilometri quadrati, pari al 72% della Città metropolitana. Perché solo 15 occhi elettronici? Perché il ministero dei Trasporti ha dato l’ok provvisorio.

Il Comune di Milano ha l’elenco di autorizzati all’accesso. Nel caso dell’Area C (a pagamento), il Comune può interrogare l’Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione per ricavare le generalità dell’intestatario della macchina e inviargli la multa a casa qualora non sia in regola: Per l’Area B, c’è la privacy di mezzo. L’Area B deve poter capire se un mezzo è in regola o no: può farlo senza violare la privacy?

La violazione può essere accertata solo disponendo di un elenco delle caratteristiche tecniche di ciascun veicolo immatricolato. In via cautelativa e provvisoria, il ministero ha detto sì. È un test, poi si vedrà. Qualora qualcosa non dovesse quadrare, le multe di 90 euro sarebbero tutte nulle, come già accaduto a Milano con altri verbali.

E i poveri?

L’Area B non piace inoltre all’ACI Milano. “Guardiamo con molta preoccupazione all’imminente introduzione dell'Area B. Un provvedimento che, su base regionale, renderà inutilizzabili circa 600.000 automezzi, complicando la vita a molte persone e categorie lavorative, specie quelle a basso reddito”.

Lo dichiara Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club di Milano, ente che raggruppa oltre 45.000 associati, È un problema di numeri: le auto che entrano a Milano ogni giorno sono poco meno di 500.000, i posti nei parcheggi di interscambio sono poco più di 15.000 e vengono tutti occupati già nelle prime ore del mattino.

“È quindi impensabile che questi possano fare fronte al nuovo divieto di accesso”. Morale: “Chiediamo che il Comune rimoduli i tempi dell’Area B per venire incontro alle esigenze di chi utilizza l’automobile per lavoro o per necessità familiari”.

In parallelo…

L’Area B fa storcere la bocca ai cittadini delle periferie e dell’hinterland, ai commercianti e agli artigiani: blocco delle auto dei meno abbienti e possibile contestuale al piano di aumento del prezzo del biglietto del tram. C’è anche da dire che l’Area B, esattamente come l’Area C, non fa perdere consenso elettorale al sindaco e alla giunta: chi abita fuori Milano è il più svantaggiato dall’attivazione dell’Area B, ma non vota a Milano e quindi non può manifestare il proprio dissenso politico.

Cosa chiede Fontana

Dice la sua anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: "Noi abbiamo semplicemente chiesto che ci fosse un pochino di attenzione a chi magari in questa fase ha più necessità e meno possibilità di risolvere i problemi. Anch'io vorrei dare a tutti una macchina elettrica se fosse possibile, bisogna fare in modo di mettere insieme le esigenze di tutti".

Ancora più duro Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.: “Il fervore ideologico della giunta Sala non si placa neppure davanti al buonsenso. Anziché adottare le deroghe previste dalla Regione (a tutela di anziani over 70, persone con Isee basso e diverse categorie di lavoratori) la sinistra prosegue dritta per il suo disastroso cammino: Area B debutterà lunedì prossimo così com’è, penalizzando tutti i cittadini”.