Il Presidente dell'Unrae sottolinea che con l'Ecobonus e l'Ecotassa è stata presa una direzione sbagliata e "la cosa più frustrante è che non sappiamo a chi spiegarlo". Gli fa eco l'intera filiera

Il primo marzo si avvicina e tutto il mondo dell'auto torna a parlare di Ecotassa ed Ecobonus per ribadire, a margine della presentazione di Parco Valentino 2019, che non sono la soluzione, anzi. Oltre alla confusione che regna sovrana (per avere tutte le certezze su come funzioneranno gli "incentivi 2019" e la nuova Ecotassa bisogna aspettare i decreti attuativi che ancora mancano e sarà un iter piuttosto lungo) le case auto, i concessionari, l'Automobile Club d'Italia condividono lo scontento per una decisione politica che va verso una "direzione sbagliata", come l'ha definita il Presidente dell'Unrae, Michele Crisci. Con questo tipo di Ecotassa ed Ecobonus secondo l'Unrae si è persa un'occasione e, dice Crisci, "la cosa più frustrante è che non sappiamo a chi spiegarlo.

"Non c’è una parte in grado di comprendere".

Il problema secondo gli addetti ai lavori non è premiare le elettriche e penalizzare le over 160, "ma agire sulle auto che esistono". In pratica mancano le prospettive, un piano che veda lontano e sappia guidare gli automobilisti verso scelte meno inquinanti, mentre allo stesso tempo bisognerebbe preparare l'infrastruttura necessaria. Paolo Scudieri, Presidente dell'ANFIA, ribadisce: "In un momento cruciale per l’industria dell’auto, italiana e mondiale, l'Ecobonus è ancora avvolto nella nebbia".

"Non abbiamo bisogno di incentivi"

Crisci ha ribadito che gli incentivi non servono, perché il nostro mercato sarebbe soddisfatto dei volumi, "il problema è capire come cambiare il parco circolante" e migliorare le infrastrutture affinché gli italiani possano usare davvero le auto elettriche (qui tutti i prezzi aggiornati con l'Ecobonus). "Se anche vendessimo due milioni di auto elettriche all’anno ci vorrebbero 18 anni per cambiare il parco circolante - ha aggiunto -. E’ evidente che ci vogliono altre manovre in direzione della salute pubblica".

Una grande incertezza

Se i costruttori mettono l'accento sulle mancate prospettive, il Presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, ricorda com'è la situazione in concessionaria. Qui la confusione regna sovrana. Gli addetti ai lavori non possono garantire ai clienti l'Ecobonus (che è legato a fondi limitati). Qualche dato lo ricorda Massimo Nalli, Presidente Suzuki: "II 60 milioni previsti per il 2019 basteranno per appena qualche migliaio di vetture, probabilmente meno dell’1% dell’intero mercato, cioè un tasso di innovazione del mercato decisamente insufficiente".

L'unica certezza è l'Ecotassa, da pagare sì, ma come? E' una questione prettamente fiscale che non ha nulla a che fare con la Motorizzazione e che parte dall'automobilista-contribuente con la sua dichiarazione dei redditi. Il rischio di errore è dietro l'angolo e maggiori dettagli si conosceranno solo con i decreti attuativi in arrivo.

Scontento anche per le auto storiche

Le auto che circolano in Italia sono troppo vecchie. Lo ribadisce anche il Presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, che oltre a condividere la scara Efficacia di ecotassa ed Ecobonus in questo senso giudica non funzionale pure lo sconto del 50% per quelle auto che hanno da 20 a 29 anni.

Creare formule di esenzioni per i meno abbienti va bene, sostiene l'ACI, ma "non bisogna confondere il tema con quello delle auto storiche. Questo sconto è simile ad "un'operazione di massa che non ha valore" perché "così stiamo agevolando oltre 3 milioni di persone", mentre l'ACI, per tutelare lo storico, aveva previsto "una lista di modelli di reale interesse inferiore alle 400 mila unità". Resta "un zoccolo duro di auto vecchie che non si muove e non abbiamo fatto nulla per liberarci di questa zavorra".

Un provvedimento dannoso?

Così com'è stato concepito il provvedimento non solo scontenta le case auto, ma preoccupa il comparto. Pietro Innocenti, Direttore Generale di Porsche Italia, ritiene che l'obiettivo di una mobilità realmente sostenibile non sarà raggiunto e che anzi ci saranno conseguenze dannose per le casse dello Stato. "Lo dimostra il fatto che i modelli ibridi ed elettrici sopra i 50.000 euro + iva non godono di alcuna forma di incentivo - dice -, pur essendo quelli che garantiscono il maggior gettito di imposta indiretta".

Daniele Maver, Presidente di Jaguar Land Rover Italia, condivide il mancato target ambientale, anche perché continueranno a circolare auto molto vecchie. Inoltre negli ultimi mesi c'è stata "una forte campagna di demonizzazione dei motori Diesel, che ha generato un progressivo aumento della scelta di motori benzina, che ora diventano però quelli maggiormente colpiti dall'Ecotassa".

"Dobbiamo svendere le nostre auto?", chiede Ercole Messina, Presidente dell'Associazione Italiana Rivenditori Veicoli d'Occasione (AIRVO). "Per quanto ridurre l’inquinamento ambientale e rinnovare il parco auto circolante rappresenti una priorità, riteniamo la recente normativa Ecobonus e Malus parzialmente efficace per il raggiungimento di tali obiettivi ed altresì incoerente con le logiche comunitarie di sviluppo e di tutela dei vari comparti economici coinvolti".