Comandi gestuali e vocali, ma anche riconoscimento dello sguardo. L'arrivo sulle auto di serie è previsto per il 2021

È stato per anni il punto di riferimento tra i sistemi di interfaccia uomo-macchina e tuttora è ancora un esempio di intuitività e completezza d'utilizzo. Stiamo parlando dell'iDrive, il "manopolone" che BMW ha introdotto nel 2001 per gestire l'infotelematica delle sue auto e che negli anni ha subìto migliorie e integrazioni, l'ultima delle quali con i comandi gestuali, nel 2015.

Partendo proprio da qui, il reparto di Ricerca e sviluppo di Monaco di Baviera ha immaginato l'infotainment del domani, quello che, grazie alla guida autonoma, amplierà notevolmente le possibilità di interazione tra l'auto e i passeggeri. L'abbiamo provato al Mobile World Congress 2019.

Questione di sguardi

In BMW la chiamano "interazione naturale": la tecnologia presentata al Mobile World Congress 2019 di Barcellona è infatti un sistema che integra una moltitudine di input che possono essere "letti" ed elaborati, non costringendo il guidatore o i passeggeri ad imparare dei comandi predefiniti ma lasciando che sia l'intelligenza artificiale di BMW ad apprendere continuamente dalle abitudini umane.

Non solo i comandi vocali quindi ma anche un riconoscimento gestuale molto più accurato grazie all'utilizzo di due telecamere che scandagliano la parte anteriore dell'abitacolo in tre dimensioni. Non finisce qui, perché una di queste telecamere, quella posizionata dietro al volante, è in grado di leggere anche lo sguardo del conducente. 

BMW al MWC 2019
BMW al MWC 2019

Ecco quindi che l'incrocio di tutte queste informazioni consente scenari mai visti prima. Per capire bene di cosa si parla, abbiamo avuto modo di provare una simulazione di realtà virtuale: una volta saliti a bordo della Vision iNext e selezionata la modalità Ease (quella di guida autonoma, mentre quella di guida in prima persona si chiama Boost), il parabrezza diventa un grande display sul quale vedere tante informazioni che possono essere "navigate" con l'uso del puntamento delle dita e dello sguardo.

BMW al MWC 2019

Sfruttando poi anche i sistemi di geolocalizzazione, questo sistema permette di ottenere informazioni sull'ambiente esterno semplicemente guardando o indicando ciò che ci circonda, come un monumento oppure un ristorante (che una volta riconosciuto, dà la possibilità di prenotare).

Lo vedremo presto

Il tutto, ci hanno spiegato i tecnici che stanno lavorando su questo sistema, è studiato per rendere l'interazione la più spontanea e naturale possibile. Una volta messo a punto sarà anche più sicuro rispetto agli infotainment attuali che, con i tasti fisici, obbligano ad una coordinazione oculo-motoria che può distrarre durante la guida.

Da un punto di vista hardware, invece, la tecnologia è già collaudata e sostanzialmente quasi pronta alla produzione: ecco perché BMW è convinta che già nel 2021 vedremo la prima applicazione di interazione naturale.

Nel frattempo, con la nuova Serie 3 ha debuttato ufficialmente l'assistente personale di bordo, richiamabile con la formula "Ciao BMW" e in grado non solo di eseguire ordini impartiti in maniera naturale, ma anche di apprendere e usare una modalità predittiva.

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E a chi pensa alla privacy dei propri dati - l'apprendimento del sistema presuppone uno scambio continuo di informazioni via Internet - BMW risponde che nessun dato sensibile esce o uscirà mai dai server di Monaco.

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