Gli incentivi partiranno il primo marzo, ma non si sa ancora niente. Il Ministro Toninelli intanto garantisce che il decreto incentivi sarà completo entro venerdì

Per la legge bilancio, il 1° marzo partiranno Ecotassa ed Ecobonus : altro non si sa. Perché per il resto è mistero. Anzitutto, non c’è la piattaforma ministeriale di prenotazione degli incentivi, elemento essenziale di tutta l’impalcatura pensata dal Governo per favorire chi compra auto "pulite". I venditori (le concessionarie) si devono prenotare su una piattaforma online, gestita da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. In che modo? Non si sa, visto che sul sito non c’è traccia della piattaforma. Intanto, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, rassicura:

"Siamo perfettamente con i tempi

perché il ministro Di Maio ha confermato di avere firmato il decreto interministeriale che è passato al Mef ed ora sta tornando indietro. Il primo marzo è tra pochi giorni ma vedrete che per il primo marzo il decreto sarà tutto completo e potranno partire gli incentivi". Nel frattempo però all'orizzonte ci sono tre intoppi.

#1 Poco tempo per le concessionarie

Se i venditori possono capire bene sin da subito come funziona la piattaforma, hanno la possibilità di rendere le procedure snelle; ma se c’è nebbia fitta sulle pratiche burocratiche, le prime ore di ecobonus dal 1° marzo rischiano seriamente di trasformarsi in un calvario sia per le concessionarie sia per gli acquirenti, a causa dell’intasamento della piattaforma.

2# Una legge sopra l’altra

Il secondo guaio riguarda il decreto sicurezza anti-furbetti: obiettivo, colpire chi viaggia con targhe estere per non pagare Rc auto, multe, bollo, tasse e per sfuggire al redditometro. Tutte queste auto, in genere potenti, e soggette all’ecotassa, vanno nazionalizzate. Addio alla targa estera, ok a quella italiana.

In particolare, il sistema è stressato dalle innumerevoli richieste che riguardano auto con targa bulgara o romena circolanti stabilmente in Italia. Se le Motorizzazioni non fanno in tempo a nazionalizzare l’auto entro il 1° marzo, questa paga l’ecotassa: un pasticcio.

3# Ci potrebbero essere modifiche

A complicare ulteriormente la questione ci sono le parole di Dario Galli (Lega), il viceministro dello Sviluppo Economico, presente all'evento di Rilegno e FederlegnoArredo a Palazzo Mezzanotte, a Milano: “I meccanismi di bonus/malus sull'acquisto di auto introdotti con la legge bilancio andranno sicuramente rivisti”. Cioè? "Piuttosto che le auto elettriche, facciamo comprare una Panda a metano: la può comprare anche un pensionato che guadagna 1.200 euro al mese e magari non può permettersi una Tesla". Come a dire: sì a bonus per le auto pulite, non per forza alle elettriche.

Anche Toninelli ha lasciato uno spiraglio aperto: "Se poi nel corso d'opera, nei mesi successivi possiamo migliorare qualcosa lo faremo certamente, perché siamo i primi a dire che dobbiamo valutare gli effetti positivi delle nostre scelte".