Molti già pronti, altri sussurrati, qualcuno che vedremo a Ginevra: ecco i modelli dotati di tecnologia ibrida “soft” annunciati o attesi per quest’anno

Considerando che l’industria dell’auto viaggia, sospinta da governi e normative, sempre più verso l’elettrico puro, il compromesso della tecnologia mild-hybrid non sembrava destinata ad avere vita lunga. Eppure, in questo inizio di 2019 si susseguono a ritmo incalzante le conferme e le voci relative a nuovi modelli in arrivo con questa tecnologia. Che, sostanzialmente, sfrutta un motore elettrico di potenza limitata per assistere il propulsore principale a benzina o Diesel (soprattutto in accelerazione) e aiutarlo a consumare e inquinare meno. Ecco alcuni di quelli che vedremo da Ginevra in poi.

Audi SQ5 TDI

La tecnologia già lanciata su A6, A7 Sportback, A8 e Q8 approda sul SUV medio con la seconda generazione della variante Diesel ad alte prestazioni che porta al debutto anche il compressore ad azionamento elettrico. La potenza tocca quota 347 CV con coppia di 700 Nm e ma grazie al modulo elettrico a 48 Volt promette consumi inferiori ai 7 litri per 100 km.

Kia Ceed Cuv

Il crossover che completerà la famiglia della Ceed andando a posizionarsi tra Stonic e Sportage dovrebbe montare una inedita versione del 1.6 CRDi dotata della stessa tecnologia semi-ibrida a 48 Volt introdotta sul 2 litri della Sportage. Lo stesso motore visto in veste di prototipo lo scorso autunno a Parigi.

Kia Sportage

Range Rover Sport HST

Già in vendita in Gran Bretagna (in Italia prezzo e data di lancio non sono ancora confermati) il nuovo modello sostituisce il 3.0 V6 da 340 CV con un inedito 6 in linea sempre sovralimentato della famiglia Ingenium supportato da un modulo elettrico a 48 Volt. La potenza totale di picco è di 400 CV, i consumi secondo la Casa sarebbero contenuti in 9,3 l/100 km (ciclo NEDC) con emissioni di CO2 di 213 g/km.

Suzuki S-Cross

Per la crossover giapponese, che ha già detto addio al Diesel con l’ultimo aggiornamento, il 2019 sarà l’anno dell’ibrido e ci sono ampie probabilità che riceva la stessa tecnologia diffusa sui modelli più piccoli, come Swift, Ignis e Baleno, tra le poche tra l’altro a proporre un mild-hybrid a 12 Volt, o una versione più evoluta della stessa. Il mild-hybrid del resto è già presente sulla cugina indiana di S-Cross, prodotta e commercializzata dalla controllata Maruti.

suzuki-s-cross

Subaru XV e Forester

Anche la Casa delle Pleiadi ha studiato una sua interpretazione dell’ibrido accessibile che debutterà tra pochi giorni proprio a Ginevra sulla rinnovata XV e sulla Forester, in abbinamento al 2 litri boxer e offrirà un incremento dell’efficienza mantenendo intatto il leggendario equilibrio dinamico tanto caro a Subaru.

Volkswagen Golf

L’elettrica esiste già ma la prossima evoluzione della Volkswagen Golf prevede di elettrificare anche i motori tradizionali con soluzioni che si estenderanno a macchia d’olio a tutti i modelli che sfruttano la stessa piattaforma, anche di altri brand. Anche in questo caso il motore/generatore sarà supportato da un sistema a 48 Volt. In produzione da giugno, la Golf “8” sarà svelata a breve.

Volvo XC90

Dopo aver lanciato Il plug-in, Volvo evolve i motori con l’ibrido soft che debutta sull’appena rinnovata ammiraglia XC90. Identificate dalla sigla B5, le versioni mild-hybrid con motore elettrico da 13,5 kW e sistema a 48 Volt arrivano sui motori 2.0 benzina e turbodiesel da 250 e 235 CV, e disponibili a trazione anteriore o integrale.

Volvo XC90

Jeep Renegade mHEV

Il primo passo verso l’elettrificazione per il gruppo FCA, che ha annunciato una massiccia introduzione di ibridi ed elettrici nei prossimi quattro anni, dovrebbe essere rappresentato proprio dalle prime varianti mild-hybrid a 12 e 48 volt introdotte su Renegade e Fiat 500X in abbinamento ai nuovi motori Firefly a partire dal 2020, ma che ci aspettiamo vengano presentate già quest’anno.

Fotogallery: Le auto mild hybrid in arrivo nel 2019